Corea del Sud: la società madre dell'exchange Bithumb ottiene un investimento da 200 milioni di dollari da un fondo giapponese

La società madre del famoso exchange di criptovalute sudcoreano Bithumb ha ricevuto 200 milioni di dollari dal fondo giapponese ST Blockchain Fund. Lo conferma un comunicato stampa condiviso con Cointelegraph Japan il 15 aprile.

La somma, che fa parte di un round A di finanziamento, consentirà alla Blockchain Exchange Alliance (BXA) di espandere la sezione internazionale di Bithumb, che è già una delle più grandi piattaforme della Corea del Sud. Secondo il comunicato, sull'exchange compariranno anche nuove coppie di trading.

Nonostante ST Blockchain Fund abbia sede in Giappone, gli investitori partecipanti al fondo arrivano da varie parti del mondo, tra cui Europa e Stati Uniti.

"Il fondo ha condiviso la nostra idea di creare una piattaforma di scambio digitale globale in grado di trasferire efficientemente valore oltre i confini nazionali e con costi inferiori", ha dichiarato BXA nel comunicato stampa.

La mossa arriva subito dopo alcuni cambiamenti radicali all'interno di Bithumb, che a fine marzo ha subito perdite per circa 13 milioni di dollari a causa di un attacco operato - almeno secondo i dirigenti dell'exchange - da alcuni insider che avevano intenzione di frodare la compagnia.

Successivamente, la società ha rilasciato i risultati di un audit pubblico di terze parti, dimostrando agli investitori che i loro fondi erano tenuti al sicuro.

Nel 2018, l'exchange ha subito un attacco molto più pesante. Inizialmente, la perdita dichiarata era di 30 milioni di dollari, ma la cifra ufficiale è stata poi ridotta a 17 milioni.

Come segnalato da Cointelegraph nella settimana scorsa, le perdite della compagnia per l'anno 2018 ammontano a quasi 180 milioni di dollari.

Con questo investimento, ST cancella di fatto ogni dubbio riguardante la sua fiducia nel mercato locale, mentre l'aumento dei prezzi del Bitcoin (BTC) riaccendono l'interesse dei consumatori sudcoreani.

La settimana scorsa, la cosiddetta "Kimchi premium", ossia la maggiorazione riscontrata sui prezzi del Bitcoin negli exchange sudcoreani, è riapparsa dopo un lungo periodo di assenza.