Corea del Sud: presentato un disegno di legge per legalizzare le nuove ICO

Secondo quanto riportato dal Korea Times, un gruppo di legislatori in Corea del Sud starebbe lavorando ad un disegno di legge per legalizzare il lancio di nuove Initial Coin Offering (ICO) e monete digitali.

Hong Eui-rak, rappresentante del Partito Democratico della Corea in questo momento al governo, è alla guida dell'iniziativa assieme ad altri dieci legislatori.

Durante il proprio discorso ad un incontro dedicato ad ICO e tecnologia Blockchain, tenuto questo mercoledì all'Assemblea Nazionale, l'uomo ha spiegato che "la normativa mira a legalizzare le ICO sotto la supervisione del governo". Ha inoltre dichiarato che il disegno di legge si basa su un'approfondita ricerca condotta grazie ad una collaborazione tra il suo dipartimento e la Korea International Trade Association (KITA). L'uomo ha poi aggiunto:

"L'obiettivo primario [della normativa] è quello di aiutare a rimuovere incertezze legate al settore Blockchain".

Secondo la proposta di legge, le ICO avviate da organizzazioni pubbliche e centri di ricerca saranno soggette ad una stretta sorveglianza da parte della Commissione per i Servizi Finanziari, del Ministero della Scienza e dall'ICT.

Chung Sye-kyun, un portavoce della National Assembly, ha sottolineato il ruolo del legislatori per eliminare le incertezze politiche legate a monete digitali e tecnologia Blockchain:

"Blockchain e criptovalute possono essere utilizzate in svariati settori pubblici per buone cause. Dato il loro potenziale, dobbiamo aiutare a ridurre le incertezze politiche che circondano le nuove tecnologie".

L'iniziativa è la prima contestazione parlamentare al divieto per le ICO imposto dal governo, introdotto lo scorso anno per combattere investimenti speculativi nel settore delle criptovalute.

Già a marzo di quest'anno emersero alcune voci in proposito, secondo le quali certe entità all'interno del governo sudcoreano stessero lavorando per abolire il divieto per le ICO, a patto che tali progetti rispettino le severe regolamentazioni statali.