Thomas Moser, direttore del consiglio d'amministrazione della Swiss National Bank (SNB), ha dichiarato che al momento le criptovalute e la tecnologia blockchain sono "troppo primitive" per poter essere utilizzate come moneta nazionale.

Durante il proprio discorso in una conferenza nella Crypto Valley di Zugo, Moser ha comparato la blockchain nella sua condizione attuale alla "inutile innovazione" dei CD: la digitalizzazione della musica è divenuta popolare solo quando l'avvento dei servizi di streaming ha trasformato completamente l'industria.

"Qualcosa di simile sta accadendo con il Bitcoin. Le persone passeranno a qualcosa di nuovo solo se funziona meglio o è più economico".

Moser ha ammesso che la blockchain ha del potenziale, ma solo se implementata in maniera "molto differente rispetto ad oggi". Dato lo stato corrente della tecnologia, l'uomo non riesce tuttavia ad immaginare il rilascio di un Franco digitale nell'immediato futuro.

Alla medesima conferenza, il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann ha dichiarato che un giorno la blockchain "penetrerà la nostra intera economia". Tuttavia l'uomo ha poi aggiunto che, in questo momento, la Svizzera non è abbastanza consapevole dei potenziali rischi, sottolineando quindi la necessità di migliorare l'educazione in questo campo.

La Svizzera viene universalmente considerata una nazione fortemente favorevole alle criptovalute. Nel cantone di Zugo è stata infatti fondata la "Crypto Valley", un centro totalmente dedicato allo studio e allo sviluppo dell'industria blockchain.

Lo scorso mese, il Consiglio Federale della Confederazione Svizzera ha richiesto un resoconto sulle opportunità e sui rischi legati all'introduzione di una criptovaluta emanata dal governo. L'idea di sviluppare una criptovaluta nazionale venne originariamente proposta da Romeo Lacher, presidente dello stock exchange svizzero SIX. "Un e-franco sotto il controllo della banca centrale darebbe vita a numerose sinergie... sarebbe un bene per l'economia", aveva affermato al tempo.