In una lettera indirizzata agli investitori, Telegram ha spiegato che il posticipo a febbraio del prossimo anno dell'udienza relativa alla denuncia da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti è in realtà uno sviluppo positivo.

Telegram tranquillizza gli investitori

Nella propria lettera, Telegram tenta di tranquillizzare gli investitori sostenendo che il posticipo dell'udienza a febbraio sia in realtà una buona notizia, sottolineando al tempo stesso che fino ad allora non verrà distribuito alcun token Gram:

"Telegram considera questo sviluppo un passo positivo verso la rapida risoluzione della questione tramite il sistema giudiziario. Noi e i nostri consulenti utilizzeremo questo tempo per assicurare che la posizione di Telegram venga presentata e supportata nella maniera più solida possibile durante l'udienza di febbraio."

Una decisione definitiva?

La scorsa settimana Telegram ha risposto alle accuse della SEC, sostenendo che Gram, il token nativo del Telegram Open Network (TON), non è un titolo azionario. Grazie al posticipo dell'udienza, la compagnia spera di poter risolvere la questione in maniera definitiva e soddisfacente:

"L'udienza di febbraio è differente da quella precedentemente prevista per il 24 ottobre, poiché a febbraio Telegram chiederà alla corte di pronunciarsi sull'argomentazione principale, vale a dire se i Gram siano o meno dei titoli azionari. Al contrario, l'udienza di ottobre sarebbe servita soltanto a stabilire la necessità di un eventuale ritardo, senza risolvere il problema principale."

SEC e Telegram

Questo mese, la SEC ha annunciato che la vendita del token Gram da parte di Telegram è stata condotta in maniera illecita. Al tempo Stephanie Avakian, Co-Director della Division of Enforcement della SEC, aveva commentato:

"La nostra azione di emergenza di oggi ha lo scopo di impedire a Telegram di inondare i mercati statunitensi con token digitali che riteniamo siano stati venduti illegalmente. Crediamo che Telegram non abbia fornito agli investitori informazioni relative alle operazioni commerciali, alle condizioni finanziarie, ai fattori di rischio e alla gestione di Gram e delle attività di business."

Telegram sostiene tuttavia che l'azienda ha tentato per ben diciotto mesi di ottenere un riscontro chiaro da parte dell'organo di regolamentazione, senza mai riuscirci:

"Nonostante la SEC sappia da 18 mesi che, nel caso in cui TON Blockchain non fosse stata lanciata entro il 31 ottobre 2019 Telegram sarebbe obbligata in base ai propri accordi con acquirenti privati di restituire tutti i fondi raccolti, la SEC (1) non ha mai richiesto di posticipare il lancio di TON Blockchain; (2) non ha mai informato Telegram della sua intenzione di richiedere un provvedimento ingiuntivo; (3) ha atteso fino all'ultimo istante per presentare una mozione e interrompere il lancio."