Tether (USDT), la più grande stablecoin per capitalizzazione di mercato, ha ampliato la sua offerta circolante dopo quasi tre mesi di riduzioni: potrebbe essere un primo segnale del fatto che i mercati delle criptovalute si stanno lentamente riprendendo.
Il primo mint in quasi tre mesi è avvenuto venerdì; da allora ne sono avvenuti altri tre, di cui l'ultimo oggi. Le iniezioni di USDT sono state ad ogni modo modeste: la capitalizzazione di mercato di Tether è aumentata di soltanto lo 0,7%, o poco meno di 500 milioni di dollari.
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Secondo il Tether Transparency Report, attualmente vi sono 66,3 miliardi di USDT in circolazione: USDT rappresenta pertanto il 43% del mercato delle stablecoin.
L'offerta di Tether ha raggiunto il massimo storico all'inizio di maggio, quando ha superato gli 83 miliardi di USDT. Il crollo dell'ecosistema Terra, che ha trascinato con sé l'intero settore delle criptovalute, ha costretto l'azienda a ridurre l'offerta circolante. Alla fine di luglio era inferiore del 21%, toccando un minimo di 65,8 miliardi.
Questo ha permesso all'azienda rivale Circle di aumentare la quota di mercato della sua stablecoin USD Coin (USDC), che ora detiene una fetta del 36% grazie a un market cap di 54,5 miliardi di dollari. Su Ethereum, i volumi di USDC hanno persino superato quelli di Tether per un certo periodo.
Nel week-end, il CEO di Binance Changpeng Zhao ha commentato in merito all'enorme quantità di stablecoin presente nel mercato:
"3 delle prime 10 criptovalute sono stablecoin. Ciò significa che c'è parecchio denaro 'fiat' tenuto in disparte, pronto a rientrare in qualsiasi momento. Se la gente volesse uscire definitivamente dalle criptovalute, non deterrebbe stablecoin."
In effetti, attualmente le stablecoin rappresentano il 13,6% dell'intera capitalizzazione di mercato delle criptovalute: un valore vicino ai massimi storici.
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La crisi del costo della vita, causata dall'aumento dell'inflazione globale, potrebbe aver frenato gli investimenti in crypto e la speculazione da parte dei piccoli trader. Ma chi invece vive in nazioni con livelli d'inflazione estremi, come ad esempio l'Argentina, continua a detenere stablecoin ancorate al dollaro statunitense in quanto molto meno volatili rispetto alla valuta del proprio Paese.
Tether stessa ha riconosciuto i vantaggi di detenere stablecoin, affermando che USDT "consente agli argentini di accedere a un mercato che è veramente globale e li libera dai black market locali." Inoltre, USDT rappresenta un asset che non può "essere confiscato dal governo, a differenza della valuta fiat nei conti bancari locali."