Regno Unito: questa estate le truffe con criptovalute hanno portato al furto di 2 milioni di sterline

In un annuncio pubblicato in data 10 agosto, la polizia britannica ha messo in guardia la popolazione riguardo ai programmi d'investimento fraudolenti legati al settore delle criptovalute, che questa estate hanno portato al furto di 2 milioni di sterline, equivalenti a circa 2,55 milioni di dollari.

All'interno del comunicato vengono riportate le statistiche raccolte da Action Fraud, un centro nazionale dedicato alla segnalazione di truffe e crimini informatici. Tali dati mostrano una perdita media per persona di circa 12.700$. Pauline Smith, direttrice dell'istituzione, ha dichiarato:

"È fondamentale per chi investe o pensa di investire in criptovalute compiere ricerche approfondite sulla compagnia nella quale si desidera puntare il proprio denaro. Le statistiche mostrano che numerosi truffatori si stanno approfittando di questo mercato, utilizzando ogni trucco del mestiere per ingannare le proprie vittime".

I criminali attirano individui inconsapevoli con schemi d'investimento per "diventare ricchi in fretta". Quando questi utenti si registrano al portale in rete del programma fraudolento, viene chiesto loro di inserire informazioni personali come dati della carta di credito o della patente. Una volta portato a termine il deposito iniziale, le vittime vengono persuase ad investire ulteriori fondi per ottenere maggiori profitti.

Per combattere tali attività, l'Accademia di Criminalità Economica (ECA) della Polizia di Londra ha organizzato un corso intitolato "Criptovalute per inquirenti", allo scopo di educare le forze dell'ordine a riconoscere e gestire le criptovalute nelle proprie indagini.

Questa settimana, la Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito ha messo in guardia gli investitori da due aziende "clone" operanti nel settore delle monete digitali. La prima, chiamata Fair Oaks Crypto, pare abbia provato a raggirare potenziali vittime affermando di essere una filiale di Fair Oaks Capital. La seconda è invece Good Crypto, la quale divulgava "dettagli errati mescolati ad informazioni corrette appartenenti ad un'altra società registrata", in questo caso Arup Corporate Finance.