L'eccessiva regolamentazione ostacola lo sviluppo delle criptovalute, ha affermato un dirigente della Banca Centrale Ucraina

L'eccessiva regolamentazione in Ucraina sta ostacolando l'evoluzione dell'industria delle criptovalute: lo ha affermato un funzionario della Banca Centrale Ucraina (NBU) durante un'intervista con il portale d'informazione locale LetKnow.

Mikhail Vidyakin, a capo del Dipartimento di Strategia e Riforma della NBU, crede che nel paese siano presenti troppo istituzioni con l'autorità di regolamentare le monete digitali.

LetKnow ha identificato almeno tre organizzazioni governative che rientrano in questa definizione: il Ministero delle Finanze, la Commissione Nazionale per il Mercato Azionario, nonché la stessa NBU. Per promuovere lo sviluppo dell'industria, spiega Vidyakin, sarà innanzitutto necessario ridurre il numero di potenziali enti regolatori.

Vidyakin ha inoltre affermato che l'Ucraina ha bisogno di una struttura normativa più chiara, nonché di migliori definizioni per l'industria delle criptovalute. L'uomo ha commentato che sarebbe favorevole all'introduzione di norme meno restrittive che possano favorire la crescita del mercato, e che a suo parere le banche dovrebbero essere disposte ad interagire con il settore fintech.

Ad ottobre dello scorso anno, il Ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio aveva presentato una "politica statale" per la classificazione e la legalizzazione delle attività legate al settore delle criptovalute. Tuttavia ad oggi questa legislazione non è stata ancora effettivamente introdotta.

Il mese precedente il parlamento ucraino aveva proposto un nuovo disegno di legge che, se venisse approvato, imporrebbe una tassa del 5% per individui e soggetti giuridici operanti nel settore delle monete digitali. A partire dal 2024 verrebbe inoltre tassato il 18% dei profitti generati dalle aziende grazie alle criptovalute.