Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubbliche le accuse contro due uomini che ritengono responsabili dell'hacking da 400 milioni di dollari di Mt. Gox, ex exchange di Bitcoin. Secondo l'annuncio, il 43enne Alexey Bilyuchenko e il 29enne Aleksandr Verner avrebbero cospirato per riciclare 647.000 Bitcoin (BTC) sottratti a Mt. Gox attraverso un hack dei server dell'exchange.
Bilyuchenko è anche accusato per aver partecipato alla gestione dell'exchange BTC-e, chiuso nel 2017 a causa di sospetti legati al riciclaggio di denaro.
Il Dipartimento di Giustizia ha reso pubbliche le accuse relative all'hacking del 2011 di Mt. Gox e alla gestione del crypto exchange BTC-e.
Alexey Bilyuchenko, 43 anni, e Aleksandr Verner, 29 anni, entrambi cittadini russi, sono accusati di aver cospirato per riciclare circa...
— db (@tier10k) June 9, 2023
The DOJ unsealed charges related to the 2011 hack of the cryptocurrency exchange Mt. Gox and the operation of the illicit cryptocurrency exchange BTC-e.
— db (@tier10k) June 9, 2023
Alexey Bilyuchenko, 43, and Aleksandr Verner, 29, both Russian nationals, are charged with conspiring to launder approximately…
I procuratori sostengono che l'hacking è durato più di un anno, da Settembre 2011 fino ad almeno Maggio 2014. Durante questo periodo, i due uomini avrebbero ottenuto il controllo di un server di Mt. Gox situato in Giappone. Hanno poi proceduto a trasferimenti periodici di BTC da Mt. Gox a se stessi fino a quando la "grande maggioranza" dei BTC dei clienti è stata prosciugata dall'exchange.
Dopo essere entrati in possesso dei Bitcoin, gli uomini hanno cercato di venderli attraverso un altro exchange che controllavano. Per facilitare queste vendite, i due uomini hanno stipulato un contratto presumibilmente fraudolento con una società di brokeraggio Bitcoin con sede a New York. Secondo l'accusa, la società di intermediazione ha acquistato i BTC rubati dagli hacker inviando bonifici a diversi conti bancari offshore. I Bitcoin erano rimasti in possesso del presunto exchange degli hacker, ma venivano accreditati nel conto della società di brokeraggio
L'annuncio non specifica se BTC-e fosse l'exchange utilizzato nell'operazione fraudolenta, ma si riferisce all'exchange utilizzato come "Exchange-1". I procuratori sostengono che la coppia ha guadagnato circa 6,6 milioni di dollari dall'affare.
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Mt. Gox è stato uno dei primi grandi exchange di criptovalute. Ha presentato istanza di fallimento nel Marzo 2014 dopo aver dichiarato che l'hacking lo aveva reso insolvente.
BTC-e ha operato dal 2011 al 2017. Nel 2017, l'FBI ha liquidato una parte delle criptovalute dell'exchange, affermando che i fondi erano stati guadagnati attraverso il riciclaggio di denaro. Alexander Vinnik, fondatore di BTC-e, sta attualmente scontando una pena detentiva per il legame con l'exchange. A Maggio, l'avvocato di Vinnik ha tentato di farlo rilasciare come parte di uno scambio di prigionieri con la Federazione Russa.