Secondo quanto riportato da Coin Center il 12 marzo, il presidente della Securities and Exchanges Commission (SEC) degli Stati Uniti Jay Clayton ha confermato che Ethereum (ETH) e criptovalute simili non sono considerate delle security dalla legge statunitense.

Nel settembre dello scorso anno, Coin Center ha inviato una lettera a Clayton cofirmata dal rappresentante statunitense Ted Budd, nella quale ha chiesto al presidente della SEC se fosse d'accordo con l'approccio intrapreso dal direttore della finanza aziendale dell'agenzia William Hinman nei confronti di Ethereum. Come riferito nel giugno dell'anno scorso, Hinman aveva affermato che ETH "nel suo stato attuale" non verrà regolata come una security.

Nella sua lettera di risposta, datata 7 marzo, il presidente Clayton ha concordato sul fatto che l'attribuzione della definizione di security ad un asset digitale "non è statica", e quindi può cambiare nel tempo.

Ha inoltre affermato che un asset digitale che inizialmente viene etichettato come security potrebbe col tempo essere considerato un tipo diverso di strumento, per esempio "se l'asset digitale viene successivamente offerto e venduto in modo tale da non soddisfare più tale definizione".

Senza mai menzionare direttamente ETH, Clayton ha poi descritto come un asset potrebbe allontanarsi dallo status di security:

"Sono d'accordo con la spiegazione del direttore Hinman su come una transazione di asset digitali possa non rappresentare più un contratto di investimento [una security] nel caso in cui, ad esempio, gli acquirenti non si aspettino più che una persona o un gruppo rispettino gli obblighi gestionali o imprenditoriali essenziali".

Alla fine dello scorso anno, Clayton ha dichiarato che le ICO "possono essere efficaci", ma che "le leggi sulle security devono essere rispettate". Più recentemente, il commissario della SEC Hester M. Peirce ha sostenuto l'autoregolamentazione dei mercati delle criptovalute.