Il 31 dicembre John Roberts, presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti, ha pubblicato la relazione di fine anno, affermando di prevedere che l'intelligenza artificiale (IA) avrà un impatto "significativo" sul settore giuridico. 
Nella relazione Roberts ha incluso l'IA come uno dei punti principali della sua dichiarazione personale, in cui ha previsto che i giudici "saranno presenti ancora per un po'", ma:

"Con altrettanta sicurezza, prevedo che il settore giuridico, in particolare a livello processuale, sarà influenzato in modo significativo dall'IA".

Roberts ha evidenziato come i cambiamenti innescati dall'IA non riguarderanno solo il modo in cui i giudici svolgeranno il loro lavoro, ma anche la loro comprensione del ruolo svolto da tale tecnologia nei casi di cui si occuperanno. Roberts ha sottolineato che, con l'evoluzione della tecnologia, i tribunali dovranno "considerare i suoi usi appropriati" nelle controversie.
Secondo Roberts, l'IA potrebbe "indiscutibilmente aiutare" l'attuale sistema giudiziario a portare avanti gli obiettivi di attuazione della regola numero 1 del Regolamento federale di procedura civile, che prevede la risoluzione "giusta, rapida e trasparente".
"Ma qualsiasi uso dell'IA richiederà cautela e umiltà", ha proseguito. Ha citato in particolare il caso delle "allucinazioni" dell'IA, in cui le risposte fornite dalla tecnologia contengono informazioni false o fuorvianti che vengono presentate come fatti. 
Il 31 dicembre scorso, l'ex avvocato dell'imprenditore ed ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Michael Cohen, ha incolpato l'IA per la presenza di citazioni false nei documenti legali.
Roberts ha inoltre sottolineato che "le macchine non possono sostituire completamente gli attori chiave in tribunale" e ha sottolineato come i giudici possano constatare la "sincerità dell'allocuzione di un imputato" durante la sentenza.
"Le sfumature sono importanti", ha dichiarato. "Molto può dipendere da una mano che trema, da una voce tremolante, da un cambiamento di inflessione, da una goccia di sudore, da un momento di esitazione, da una fugace interruzione del contatto visivo".

"E la maggior parte delle persone si fida ancora più degli esseri umani che delle macchine per percepire e trarre le giuste conclusioni da tali indizi".

Tale messaggio del Presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti giunge meno di un mese dopo che un gruppo di giudici senior del Regno Unito ha pubblicato una guida sull'IA da seguire per il sistema giudiziario di Inghilterra e Galles.
Il parere del Regno Unito istruisce i giudici su come utilizzare l'IA e mette in guardia dai suoi potenziali rischi durante i processi.
Per una lettura più approfondita di ciò che accadrà con l'utilizzo dell'IA in ambito legale, consultate la nostra rassegna di previsioni "2024 AI legal challenges".​​​​​​

Traduzione a cura di Walter Rizzo