Pubblicato un resoconto sull'utilizzo illecito di criptovalute sul dark web

Il think tank statunitense The Rand Corporation ha esaminato più da vicino l'utilizzo delle criptovalute su dark web, dove le forze dell'ordine faticano ad individuare e monitorare le attività criminali.

Questo mese The Rand Corporation, il Police Executive Research Forum e la University of Denver hanno, per conto del National Institute of Justice, pubblicato un resoconto sui crimini condotti sul dark web, una sezione di internet alla quale è possibile accedere soltanto tramite particolari software e autorizzazioni.

Un alto livello di anonimato grazie alle criptovalute

Il resoconto è stato elaborato durante un seminario, nel quale ricercatori e professionisti hanno identificato 46 potenziali soluzioni per migliorare la formazione delle forze dell'ordine, la condivisione di informazioni tra le varie giurisdizioni, nonché lo studio di lacune e carenze nelle leggi vigenti.

Il think tank ha inoltre scoperto che le forze dell'ordine faticano ad individuare i criminali sul dark web, i quanto questi godono di un alto livello di anonimato grazie all'utilizzo di criptovalute come Bitcoin (BTC), Litecoin (LTC) e Monero (XMR). 

A causa dell'elevato numero di utenti legittimi di tali criptovalute, e in particolar modo di Bitcoin, riuscire ad identificare attività illecite sul network diventa ancora più difficile. I partecipanti al seminario hanno oltretutto sottolineato che i metodi adoperati per individuare i sospetti sul dark web si basano ancora su tecniche tradizionali, semplicemente perché sono quelle a cui gli agenti di polizia sono maggiormente abituati.

Per tale motivo, il resoconto sottolinea che è necessario un maggiore investimento sia nella formazione che negli sforzi necessari per migliorare la condivisione di informazioni tra le varie agenzie, sia statunitensi che internazionali.

Spacciava droga sul dark web, il tribunale ordine di consegnare 150.000$ in BTC

Lo scorso mese, un tribunale statunitense ha ordinato a Christopher Bania di rinunciare a quasi 17 BTC, equivalenti al tempo a circa 150.000$. Bania aveva ammesso di aver condotto sul dark web attività illecite come riciclaggio di denaro sporco e spaccio di sostanze stupefacenti.