Nel 2017, il prezzo di Bitcoin (BTC) ha quasi toccato i 20.000$ prima di perdere più dell’80% del suo valore nel corso di un bear market pluriennale. Da allora l’asset non si è mai avvicinato a questi massimi... fino ad oggi. Al momento della stesura, la prima criptovaluta si trova ancora una volta a pochi punti percentuali di distanza dal suo record precedente.
Anche se la conquista dei 20.000$ potrebbe presto essere celebrato come un traguardo psicologicamente significativo, in realtà questo livello non corrisponderà al suo massimo storico in termini di potere d’acquisto a causa dell’inflazione.
“Se hai comprato #Bitcoin al prezzo massimo di dicembre 2017, non recupererai del tutto il tuo potere d’acquisto finché non raggiungeremo i 21.240$,” ha spiegato il podcaster Vald Costea in un tweet pubblicato martedì. Costea ha utilizzato il valore di 20.000$ come massimo di Bitcoin, inserendo le cifre e le date in un calcolatore d'inflazione con l’obiettivo di determinare il prezzo più accurato.
Chi possiede dollari statunitensi perde in media circa il 2% del proprio potere d’acquisto ogni anno a causa dell’inflazione. Dati ufficiali indicano tassi del 2,13% nel 2017, 2,49% nel 2018, 1,76% nel 2019 e 1,86% nel 2020.
Il prezzo dell’ultimo massimo storico di Bitcoin varia a seconda dell’exchange. L’indice dei prezzi di Coinbase mostra che il 16 dicembre 2017 Bitcoin ha toccato un prezzo record di 19.891,99$. Usando questa cifra, Bitcoin dovrà raggiungere 21.131,02$ per detenere lo stesso potere d’acquisto del 2017, secondo il calcolatore d'inflazione di Officialdata.org.
Altri livelli storici di Bitcoin mostrano un impatto inflazionistico, anche se non di particolare rilievo: il livello dei 1.200$ nel 2013 corrisponde a 1.341$ in dollari attuali.
Considerando la portata della stampa di moneta negli Stati Uniti nel corso del 2020, però, solo il futuro ci dirà se quest’anno avrà un maggior impatto inflazionistico sul dollaro statunitense rispetto al tasso indicato sotto il 2%.