Qualche settimana fa, Bank of Japan ha annunciato di voler introdurre nel 2021 un proof-of-concept della sua central bank digital currency. Da allora sono emersi ulteriori dettagli sull’approccio dell’istituzione allo sviluppo e su collaborazioni con operatori esterni, indicando che il settore privato è destinato a svolgere un ruolo primario, almeno nella fase di sperimentazione.
Il 25 novembre, Reuters ha riferito che il CEO di Monex Inc., il gigante giapponese nel settore dei servizi finanziari, ha accolto con favore l’atteggiamento più proattivo della banca centrale nei confronti delle central bank digital currency, o CBDC.
Il CEO Oki Matsumoto ha argomentato che qualsiasi mossa per introdurre una CBDC si rivelerà positiva per la digitalizzazione dell’economia giapponese, incrementando il livello di efficienza. Inoltre, Matsumoto ha illustrato un vantaggio anche per il settore delle valute digitali non bancarie:
“Le CBDC miglioreranno in modo significativo l’interoperabilità delle criptovalute. Renderebbe il mercato delle criptovalute più vivace.”
Secondo Matsumoto, il fatto che molti crypto exchange broker non abbiano conti bancari presenta un limite e un ostacolo per i trader intenzionati a convertire i propri crypto asset in denaro fiat. Una CBDC in Giappone, ha spiegato, introdurrebbe il potenziale per supportare una conversione più fluida tra crypto e valute a corso legale all’interno di una piattaforma “digital-friendly.”
Monex Inc. è nota anche per aver acquisito l’exchange di criptovalute giapponese Coincheck nella primavera del 2018, poco dopo un attacco informatico ai danni della piattaforma. Oltre 500 milioni di dollari in criptovalute sono state sottratte durante l’hack.
Monex è rimasta attiva nel settore degli asset digitali, candidandosi l’anno scorso per unirsi alla Libra Association, il consorzio di governance per la stablecoin globale di Facebook.