Nell'ultimo anno, i token lanciati tramite airdrop — ovvero attraverso una distribuzione gratuita agli utenti — hanno dominato le discussioni nei mercati delle criptovalute. Ma ora, a causa di token poco performanti e di una base di utenti mercenaria, gli airdrop stanno perdendo il loro fascino. I protocolli Web3 stanno iniziando a chiedersi se sia giunto il momento di introdurre un nuovo modello.
Dal 2023, gli airdrop sono stati onnipresenti. Quasi ogni protocollo in ascesa nel Web3 ne ha organizzato uno: da Arbitrum a Optimism, da Celestia a EigenLayer. In totale, negli ultimi 18 mesi sono stati lanciati token da circa 30 grandi progetti.
Questa improvvisa ondata di attività è in parte dovuta al crypto winter del 2022, quando una brusca flessione del mercato ha costretto molti progetti Web3 a rimandare le previste quotazioni dei token. "Tutti questi progetti erano rimasti in sospeso dal 2021/2022, effettuando poi il lancio del token con la ripresa del ciclo nel 2024," ha spiegato Tom Dunleavy, socio dirigente della società di investimenti in crypto MV Global.
Gli airdrop stuzzicano gli investitori con la promessa di denaro praticamente gratuito, e le distribuzioni di alto profilo generano un enorme clamore. All'apice della frenesia di quest'anno, anche solo la voce di un airdrop era sufficiente per attirare miliardi di dollari d'investimenti in alcuni progetti.
C'è un problema: raramente gli airdrop hanno successo. Il più delle volte i prezzi dei token crollano e i benefici per i protocolli sono di breve durata.
Gli airdrop hanno raggiunto il loro apice?
Per la prima volta quest'anno, l'interesse per gli airdrop sta scemando e i protocolli stanno iniziando a considerare approcci alternativi per il lancio dei loro token. "Penso assolutamente che abbiamo raggiunto il picco degli airdrop," ha dichiarato Jonathan Joseph, co-founder di SmartFunds, piattaforma per la tokenizzazione di asset reali. "Abbiamo bisogno di modelli costruttivi che immettano liquidità nei nuovi protocolli in un modo che offra valore a tutte le parti interessate."
Secondo il crypto-ricercatore Aylo, fondatore pseudonimo di Alpha Please, 23 dei 31 token distribuiti in questo ciclo tramite grandi airdrop hanno perso gran parte del loro valore. Escludendo le memecoin, solo due token (6% del totale) distribuiti con airdrop hanno sovraperformato Bitcoin (BTC) in un arco di tempo comparabile.
"Vendere i token ottenuti tramite airdrop il giorno del lancio in cambio di USD o BTC è quasi sempre la mossa giusta," ha scritto Aylo in un post su X.
Ad accrescere ulteriormente la frustrazione, spesso gli airdrop utilizzano sistemi opachi e arbitrari per decidere quanti token assegnare ai vari utenti.
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Gli airdrop sono deludenti anche per i protocolli: si tratta infatti di un metodo molto costoso per attrarre nuovi utenti — spesso spendendo il 10% o più della fornitura totale di un token — ma non sempre efficace.
La mania per gli airdrop ha dato origine a un settore pieno di "airdrop farmer," che saltano da un protocollo all'altro alla ricerca di token gratuiti. Solitamente questi utenti vendono i token subito dopo l'airdrop, facendo precipitare il prezzo. Accade quindi che, al termine dell'airdrop, i progetti registrano un notevole calo sia di utenti che di valore totale bloccato (TVL, ovvero liquidità on-chain).
Secondo i dati di L2Beat, quasi tutti i protocolli Layer-2 che hanno lanciato un token dall'inizio del 2023 hanno registrato un deflusso netto di TVL nelle settimane successive. Uno di questi, Blast, che aveva distribuito circa un quarto della sua offerta totale di token, ha perso il 25% del suo TVL nei primi nove giorni dopo il lancio.
Airdrop e pressione normativa
Alcuni airdrop sono resi più complicati dalle pressioni normative. EigenLayer, un protocollo di restaking su Ethereum, ha suscitato notevoli polemiche quando ha impedito agli utenti di una dozzina di Paesi — tra cui Stati Uniti, Russia e Cina — di partecipare al suo airdrop di EIGEN. Inoltre, ha impedito ai detentori di vendere il token per almeno un anno.
Gli airdrop sono emersi in parte in risposta al boom delle Initial Coin Offering (ICO) del 2017, che hanno attratto l'attenzione delle autorità di regolamentazione, le quali consideravano le ICO delle offerte illegali di titoli azionari. Per evitare un destino simile, gli airdrop tendono a evitare qualsiasi riferimento ai rendimenti o all'accumulo di valore.
"È un sistema perverso," ha commentato Cosmo Jiang, partner presso Pantera Capital. "In questo momento, i token che non hanno esplicitamente alcun valore sono legali. Mentre i token che vogliono creare e restituire valore sono illegali. Questo è ovviamente l'esatto contrario di ciò che si vorrebbe."
Il risultato è stato una proliferazione di token che "non hanno una chiara ragione di esistere," ha dichiarato Jiang a Cointelegraph. L'unica soluzione duratura, a suo parere, è che il settore si orienti verso token con meccanismi di accumulo di valore. Ma è più facile a dirsi che a farsi.
"Il problema è che i token hanno un duplice scopo: da un lato il marketing e l'acquisizione di nuovi utenti, dall'altro la governance a lungo termine del protocollo," ha spiegato Deeter. "Se si ottimizza per l'uno o per l'altro obiettivo, si va in direzioni completamente opposte."
Modelli alternativi agli airdrop
Un'opzione, secondo Joseph, è quella di migliorare il modello esistente: invece di una grande distribuzione una tantum di token, i protocolli dovrebbero bloccare gli asset all'interno di smart contract che maturano gradualmente nel corso di circa un anno.
Pixelverse, una piattaforma di gaming e NFT su The Open Network (TON), ha implementato questa strategia nel suo airdrop, ottenendo ottimi risultati. Il progetto ha bloccato i suoi token in un contratto di staking, con sanzioni fino al 90% per i prelievi anticipati. Il token PIXFI di Pixelverse è salito di quasi il 50% nelle ore successive alla quotazione.
Un altro approccio è quello di rinunciare completamente al lancio di token, optando invece per altri modi di incentivare gli utenti. Pare che una start-up – la fonte ha preferito non svelare il nome del progetto, in quanto ancora in fase di pre-lancio – si stia preparando a lanciare un marketplace decentralizzato in cui i protocolli possono incentivare programmaticamente la partecipazione degli utenti.
Inoltre, presto gli ostacoli normativi alle tokenomics che generano valore potrebbero ridursi. Negli Stati Uniti, le autorità di regolamentazione stanno iniziando a dare il via libera ai prodotti crypto negoziati in borsa, mentre l'ex presidente Donald Trump sta conducendo una campagna esplicitamente a favore delle criptovalute. Questo potrebbe aprire opportunità per i protocolli di lanciare token con proposte di valore più sostenibili per i detentori.