Il 26 aprile, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una legge per aumentare il tetto del debito. Questo ha spinto gli analisti a valutare che impatto questa scelta potrebbe avere sul prezzo del Bitcoin (BTC): i pareri sono contrastanti, e spaziano da fortemente ribassisti a eccessivamente rialzisti.
Ma per entrambi i punto di vista, la liquidità del dollaro statunitense rappresenta un elemento chiave.
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Alcuni analisti – tra cui Jesse Meyers, direttore operativo della società d'investimento Onramp – ritengono che l'innalzamento del tetto del debito spingerebbe la Federal Reserve a stampare più denaro, incrementando così l'afflusso di capitali in asset "rischiosi" come Bitcoin.
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Il tetto del debito rappresenta la quantità massima di denaro che il governo degli Stati Uniti può prendere in prestito per pagare i propri conti.
Aumentarlo significa poter emettere più debito per generare più capitale. Ma poiché la Fed non sta più acquistando obbligazioni a causa del suo "quantitative tightening" e il flusso di denaro disponibile è in forte calo, il debito pubblico statunitense potrebbe avere difficoltà ad attrarre acquirenti.
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In altre parole si prevede una recessione deflazionistica che, secondo Meyers, costringerà la Fed a tornare a una politica di quantitive easing:
"Quando il tetto del debito verrà rimosso e la contrazione del credito porterà a una crisi economica... dovranno stampare denaro su scala massiccia. E Bitcoin è uscito vittorioso dall'ultimo round di stimoli."
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Un calo della credibilità del dollaro farebbe salire il prezzo di BTC
Il governo americano ha già raggiunto il tetto del debito di 31.400 miliardi di dollari nel gennaio del 2023: teoricamente, non potrà generare ulteriore capitale fino a quando il Senato degli Stati Uniti non approverà una legge per aumentare tale limite.
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È tuttavia improbabile che la proposta passi al senato, dato che anche il presidente Joe Biden pianifica di porre il proprio veto alla legge.
Secondo Jeff John Roberts, redattore specializzato in crypto di Fortune, questo stallo potrebbe mandare il governo statunitense in default sul proprio debito già entro giugno, con conseguenze negative per il dollaro americano:
"Se i repubblicani decideranno una strategia kamikaze durante l'attuale stallo del tetto del debito, si tratterebbe di un duro colpo per la credibilità del dollaro e un'ulteriore spinta per Bitcoin."
Default del debito? Improbabile, sostiene Lawrence Summers
Lawrence Summers, ex segretario al Tesoro statunitense, ha invece minimizzato i timori associati a un potenziale default del debito, sostenendo che le probabilità che ciò accada sono inferiori al 2%:
"Credo che le probabilità che si verifichi un default – ovvero insolvenza, cioè per un certo intervallo di tempo i detentori di obbligazioni non potranno essere pagati – siano, supponendo l'assenza di una guerra, certamente inferiori al 2% nel prossimo decennio."
L'analista TedTalksMacro sostiene invece che l'estensione del tetto del debito garantirebbe che la Fed possa continuare a contrarre il proprio bilancio attraverso il quantitative tightening (QT) in corso. Ciò implica una minore liquidità e, di conseguenza, una maggiore pressione ribassista su Bitcoin. "Tuttavia, un possibile effetto della liquidità in calo/stabile per il resto del 2023 sarebbe la fine o il rallentamento dell'attuale ritmo di QT da parte della Fed," aggiunge.
Traduzione a cura di Alessio Marino