Ministro australiano degli Affari Interni: i terroristi utilizzano le criptovalute per 'finanziare le loro missioni mortali'

Peter Dutton, Ministro australiano degli Affari Interni, ha affermato che i terroristi sfruttano le criptovalute per "finanziare le loro missioni mortali."

Durante una recente conferenza a Melbourne dedicata alla lotta al terrorismo, Dutton ha dichiarato che l'anonimato offerto dalle criptovalute consente agli estremisti di aggirare qualsiasi controllo. L'utilizzo in continua crescita di valute digitali, carte prepagate, sistemi di pagamento online e piattaforme di crowd-funding potrebbe offrire ai terroristi nuovi canali per finanziare il proprio operato:

"L'anonimato offerto da tali tecnologie consente ai finanziatori del terrorismo di offuscare le loro attività."

Dutton ha inoltre messo in guardia le nazioni di tutto il mondo, sostenendo che dovrebbero rimanere sempre al passo con i moderni metodi di finanziamento e anche collaborare con altri governi.

Il ministro ha inoltre discusso delle campagne di beneficenza e delle associazioni senza fini di lucro, sostenendo che vengono spesso sfruttate per finanziare attività terroristiche: in molti casi queste organizzazioni non sono nemmeno consapevoli di essere manipolate per tale uso.

Criptovalute: la prossima frontiera del terrorismo?

A settembre Sigal Mandelker, Sottosegretario del Tesoro degli Stati Uniti, ha dichiarato che le criptovalute potrebbero diventare "la prossima frontiera" del terrorismo:

"Le organizzazioni terroristiche, nonché i loro sostenitori e simpatizzanti, sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per ottenere e trasferire fondi senza essere individuati o tracciati dalle forze dell'ordine. Nonostante la maggior parte dei gruppi terroristici faccia ancora affidamento su contanti e sistemi finanziari tradizionali per il trasferimento di fondi, senza una tutela adeguata le criptovalute potrebbe divenire la prossima frontiera."

La donna aveva inoltre svelato che a febbraio Hamas, organizzazione palestinese di carattere terroristico e paramilitare, ha già richiesto donazioni in Bitcoin (BTC) sui propri social media, ottenendo due contributi da 5.000$.