Secondo le fonti di un importante dirigente del settore, Binance, il più importante crypto exchange a livello globale, ha confiscato le criptovalute ai palestinesi su richiesta di Israele.

Ray Youssef, cofondatore della piattaforma cripto peer-to-peer (P2P) Paxful e CEO di Noones P2P, ha scritto su X il 26 Agosto per riferire che Binance ha confiscato i fondi dei palestinesi su richiesta delle Israel Defense Forces (IDF).

“Binance ha confiscato tutti i fondi ai palestinesi come richiesto dall'IDF. Si rifiutano di restituire i fondi. Tutti gli appelli sono stati respinti”, ha scritto Youssef, citando diverse fonti, tra cui una lettera delle autorità israeliane trasmessa da Binance.

Ray Youssef, CEO di Noones e cofondatore di Paxful. Fonte: City AM

Ha sostenuto che la misura riguarda tutti i palestinesi, prevedendo che altri Paesi come il Libano e la Siria saranno probabilmente i prossimi.

“Tutti i palestinesi sono stati colpiti e, a giudicare da come stanno andando le cose, tutti i libanesi e i siriani riceveranno lo stesso trattamento. Not your keys, not your coins”, ha dichiarato Youssef.

Binance avrebbe citato una lettera del Ministero della Difesa israeliano in risposta agli appelli dei Palestinesi.

Secondo le fonti di Youssef, Binance ha fatto riferimento a una lettera firmata nel Novembre 2023 da Paul Landes, capo del National Bureau for Counter Terror Financing di Israele, in risposta agli utenti Palestinesi che si appellavano al ripristino dei fondi bloccati.

Scritta in ebraico, la lettera menziona che le leggi antiterrorismo consentono al Ministro della Difesa di emettere un “sequestro temporaneo delle proprietà di una dichiarata organizzazione terroristica”, compresi i fondi cripto. Nella lettera si legge:

“Secondo la legge antiterrorismo, le criptovalute che sono state trasferite da un'organizzazione terroristica dichiarata rappresentano la proprietà della stessa e dei wallet di criptovalute su cui sono state trasferite”.

La lettera affermava inoltre che il Ministero della Difesa avrebbe dovuto ordinare la confisca dei beni per i quali era stato emesso il provvedimento di sequestro.

Binance nega di aver bloccato i fondi di tutti i Palestinesi

Secondo una comunicazione di Binance, la piattaforma di crypto trading ha limitato solo alcuni conti palestinesi coinvolti in attività illecite.

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Alla richiesta di confermare o smentire le notizie, Binance ha dichiarato a Cointelegraph che le restrizioni hanno interessato una quantità insignificante di utenti:

“Ci sono state alcune dichiarazioni errate in merito. Solo un piccolo numero di user account, legati a fondi illeciti, sono stati bloccati dal fare transazioni”.

Un portavoce di Binance ha inoltre sottolineato che quest'ultima rispetta “la legislazione sulle sanzioni accettata a livello internazionale, proprio come qualsiasi altra istituzione finanziaria”.

“La cosa più importante è che ci auguriamo una pace duratura in tutta la regione”, ha aggiunto il rappresentante.

Binance non ha fornito ulteriori dettagli sul numero di utenti colpiti e sulla data di applicazione delle restrizioni.

Secondo i dati condivisi con Cointelegraph dal sito di analisi SimilarWeb, la Palestina è un mercato minore per Binance, con una quota di traffico pari a circa lo 0,05% di visite nell'ultimo anno.

Tra le giurisdizioni con una quota di traffico simile, SimilarWeb riporta paesi come El Salvador con una quota di traffico dello 0,06%, Albania con una quota di traffico dello 0,06%, Malta con una quota di traffico dello 0,03% e altri.

Da Agosto 2023 il traffico della Palestina su Binance è aumentato di oltre l'80%.