Il consumo di elettricità totale annuo stimato di Bitcoin è precipitato quasi del 60%, dal massimo storico sopra i 143 terawattora (TWh) di maggio fino a un minimo di 62 TWh nei primi giorni di luglio, stando ai dati del Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index (CBECI). Si tratta del tasso di consumo energetico più basso registrato da inizio novembre 2020.

Al momento della stesura, il consumo energetico annualizzato di Bitcoin è stimato a 67 TWh, mentre il limite superiore dei consumi, ovvero il consumo di elettricità totale massimo assoluto basato sull’ipotesi peggiore, è pari a 162 TWh, ben lontano dai 520 TWh di metà maggio.

La stima del limite inferiore, che corrisponde al consumo di elettricità totale minimo assoluto in base all’ipotesi migliore (in cui tutti i miner usano sempre l’attrezzatura più efficiente disponibile sul mercato), è scesa da 47 TWh a 24 TWh.

Sebbene i regolatori globali continuino a incolpare Bitcoin (BTC) di un consumo energetico eccessivo e un’associata catastrofe ambientale, di recente i consumi di Bitcoin sono in realtà diminuiti considerevolmente, stando ai dati disponibili.

Consumi energetici di Bitcoin da gennaio 2017
Consumi energetici di Bitcoin da gennaio 2017. Fonte: CBECI

Come segnalato in precedenza, la bull run parabolica di Bitcoin che ha spinto il suo prezzo oltre i 64.000$ ad aprile ha causato un’enorme crescita della quantità di elettricità consumata dai miner di Bitcoin, portando ad accesi dibattiti sul possibile impatto ambientale delle criptovalute. In seguito, Bitcoin ha assistito a un forte sell-off dopo che il CEO di Tesla, Elon Musk, ha sospeso il 12 maggio i pagamenti in Bitcoin per gli acquisti di veicoli Tesla.

In linea con i prezzi di Bitcoin, il consumo energetico stimato di Bitcoin ha registrato un rapido calo sin dall’annuncio, spinto ulteriormente dalla repressione contro il settore del mining di criptovalute in Cina. Dopo la chiusura di strutture dedicate al crypto mining nella regione della Mongolia Interna ad aprile, le autorità cinesi hanno introdotto una serie di divieti sul mining in importanti centri del settore tra cui province ricche di energia idroelettrica come Sichuan e Yunnan, oltre a Xinjiang e Qinghai.