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Come recentemente riportato, i miner di Bitcoin (BTC) sarebbero meno influenti sulla quotazione di BTC durante le fasi di sell-off.
Nell'ultima edizione della newsletter settimanale The Week Onchain, la società di analisi Glassnode ha sfatato il mito dei miner di Bitcoin in grado di far crollare i mercati.
Exchange ed ETF sminuiscono "influenza di mercato" dei miner
Sebbene i miner abbiano attraversato momenti difficili a seguito dell'ultimo halving, evento che ha ridotto del 50% la ricompensa dei blocchi, dovrebbero rappresentare l'ultima delle preoccupazioni per gli operatori rialzisti.
Analizzando le maggiori entità di investimento, Glassnode dimostra come siano in realtà gli exchange centralizzati e gli ETF spot (Exchange Traded Fund) statunitensi a detenere la maggiore influenza sul movimento del prezzo di BTC.
Gli exchange detengono tuttora oltre 3 milioni di BTC, mentre gli ETF possiedono 887.000 BTC in gestione. Per contro, i wallet associati ai miner conservano circa 705.000 BTC.
"Nel corso della storia, grandi quantità di monete sono finite in custodia ad entità indipendenti dal mercato, come il fiduciario di Mt.Gox, incaricato di custodire le monete recuperate dopo il fallimento dell'exchange Mt.Gox. Allo stesso modo, quantità significative di monete sono state sequestrate dalle forze dell'ordine governative e periodicamente vendute in tranche", spiega Glassnode.
"Più di recente, sono entrati in scena i gestori di depositi di livello istituzionale e gli ETF. La gamma di 11 nuovi ETF spot su Bitcoin statunitensi ha ora accumulato un totale complessivo superiore a 887.000 BTC, rendendo il loro saldo combinato il secondo più grande stock di Bitcoin che monitoriamo".
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Su base settimanale, Glassnode dimostra come i saldi dei miner si spostino su e giù di circa 500 BTC. Si tratta di una frazione delle variazioni di bilancio di exchange ed ETF.
"I miner sono stati storicamente una fonte primaria di pressione da parte dei venditori, tuttavia la loro rilevanza in termini di offerta diminuisce ad ogni halving", prosegue The Week Onchain.
I saldi degli exchange e degli ETF possono variare di circa 4.000 BTC ogni settimana, il che, secondo Glassnode, "suggerisce che i flussi attraverso tali entità abbiano probabilmente un'influenza di mercato da 4 a 8 volte superiore a quella dei miner".
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La recente operazione di vendita condotta dal governo tedesco ha rappresentato un altro fattore di competizione per i miner. Sebbene "tremenda", i dati on-chain sottolineano come i mercati abbiano prezzato in anticipo la distribuzione multimiliardaria tedesca.
"Il mercato di Bitcoin ha assorbito ben 48.000 BTC nell'ultimo mese, mentre il governo tedesco realizzava una distribuzione completa del proprio bilancio", ha concluso Glassnode.
"Il completo esaurimento della pressione esercitata dal governo tedesco sul lato delle vendite ha fornito al mercato un ampio sollievo, laddove i primi barlumi di una rinnovata domanda hanno stimolato una quotazione positiva di BTC".
Miner vedono meno motivazioni per vendere
Parallelamente, il futuro si prospetta già roseo per i miner.
Come riportato da Cointelegraph, l'hash-rate ha sperimentato un'impennata verso i massimi storici nel corso dell'ultima settimana e l'indicatore hash ribbon di Bitcoin suggerisce come le condizioni di redditività stiano lentamente migliorando.
L'indicatore, che misura l'hash-rate a 60 e 30 giorni, segnala tuttavia una fase di "capitolazione" dei miner.
"La media mobile più veloce sta nuovamente aumentando e presto supererà quella più lenta. Ciò significa che l'hash-rate totale, correlato al prezzo di Bitcoin, ha ricominciato a crescere", informa il 15 luglio su X la piattaforma di dati on-chain Bitcoin is Data.
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Questo articolo non contiene consigli o raccomandazioni di investimento. Ogni operazione di investimento e di trading comporta dei rischi e i lettori devono condurre le proprie ricerche prima di prendere una decisione.
Traduzione a cura di Walter Rizzo