Ad agosto, una corte d'appello degli Stati Uniti ha ordinato alla Securities and Exchange Commission di rivalutare il diniego espresso nei confronti della richiesta di Grayscale per un exchange-traded fund (ETF) su Bitcoin. Tale decisione potrebbe aprire le porte all'ingresso di 600 miliardi di dollari di nuova liquidità nel mercato delle criptovalute.
Gli ETF offrono agli investitori un modo regolamentato per ottenere un'esposizione a diverse tipologie di asset, tra cui BTC. L'approvazione di un ETF su Bitcoin potrebbe democratizzare gli investimenti nel settore delle criptovalute, similmente al modo in cui l'ETF iShares MSCI Brazil e l'ETF VanEck Brazil Small-Cap hanno democratizzato gli investimenti nel mercato brasiliano.
Nonostante alcuni ostacoli, gli analisti di mercato prevedono una potenziale approvazione di un Bitcoin ETF già entro i primi mesi del 2024. Secondo un report degli analisti di Bernstein, un ETF su Bitcoin potrebbe sbloccare una nuova domanda di ben 600 miliardi di dollari: tale cifra più che raddoppierebbe l'attuale market cap di BTC, pari a circa 550 miliardi.
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Tuttavia, queste previsioni sono speculative e l'esito effettivo dipenderà da vari fattori come le dinamiche di mercato, le strategie aziendali e le risposte normative. In particolare, la SEC sta ancora decidendo se approvare o meno l'ETF su Bitcoin di Ark 21Shares. Ad agosto, il CEO Cathie Wood ha previsto che il regolatore americano avrebbe approvato più Bitcoin ETF contemporaneamente. Ma il 26 settembre la SEC ha esteso ulteriormente il periodo di decisione al 10 gennaio.
I ritardi e i rifiuti del presidente della SEC Gary Gensler nei confronti delle domande di approvazione degli ETF su Bitcoin hanno suscitato critiche e alimentato la frustrazione degli investitori. Lo scorso mese un gruppo bipartisan di legislatori ha esortato Gensler a concedere l'approvazione immediata di un ETF: a loro avviso, data anche la decisione del tribunale su Grayscale, non c'è motivo di negare i crypto ETF, poiché questi aumenterebbero le garanzie per gli investitori. La pressione del Congresso complica ulteriormente il percorso di approvazione degli ETF su Bitcoin, aggiungendo incertezza all'avvicinarsi della data decisionale per quanto riguarda quello di ARK 21Shares.
In concomitanza con le delibere della SEC sugli ETF su Bitcoin, i principali operatori del settore crypto stanno facendo pressione per ottenere regole chiare. Coinbase, ad esempio, sta guidando una delle più grandi pressioni lobbistiche del settore, con l'obiettivo di raccogliere il sostegno dei legislatori per l'introduzione di nuove norme. Mentre continuiamo a osservare questi sviluppi, una cosa è certa: il futuro delle regolamentazioni sulle criptovalute sarà oggetto di un'accesa discussione.
I recenti sviluppi suggeriscono ulteriori potenziali ritardi nell'approvazione degli ETF su Bitcoin. James Seyffart, analista di ETF di Bloomberg, ha ipotizzato che le recenti decisioni della SEC potrebbero aver smorzato le prospettive di approvazione dell'ETF nel 2023. I documenti depositati dai principali operatori come BlackRock, Bitwise e Wisdomtree saranno esaminati nella terza settimana di ottobre. Tuttavia, le recenti azioni della SEC nei confronti di ARK 21Shares lasciano presagire che anche altri depositi previsti per la revisione a metà ottobre – tra cui quelli di VanEck, Invesco, Fidelity e Valkyrie – potrebbero subire ritardi. Resta quindi da vedere se ci saranno presto aggiornamenti significativi su tali richieste.
Per comprendere meglio le implicazioni di questi ETF, approfondiamo il concetto di asset under management (AUM), che rappresenta il valore di mercato totale degli asset finanziari che un'entità o un consulente gestisce per conto dei propri clienti. Questo parametro cruciale nel mondo degli investimenti serve come indicatore di performance.
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Le istituzioni finanziarie con AUM più elevati, come BlackRock, potrebbero generare ancora più entrate dalle commissioni di gestione se riuscissero a lanciare un ETF su Bitcoin. Ma d’altronde, se la concorrenza nel mercato dei Bitcoin ETF si intensificasse, le commissioni di gestione potrebbero diminuire, con un impatto sui ricavi.
Le società di investimento addebitano queste commissioni per la gestione dei fondi, che in genere vanno dallo 0,2% al 2%. Di recente si è osservata una tendenza alla diminuzione delle commissioni di gestione a causa dell'aumento della concorrenza, delle strategie di investimento economicamente vantaggiose e della richiesta di trasparenza da parte degli investitori.
Come fa Grayscale a generare entrate dagli ETF?
Grayscale genera ricavi dai suoi fondi attraverso le commissioni di gestione; queste commissioni sono calcolate come percentuale dell'AUM totale. Per il suo attuale prodotto su BTC, il Grayscale Bitcoin Trust (GBTC), la società applica una commissione annuale del 2%.
Vediamo come funziona con alcuni numeri reali. Se prendiamo i 16,2 miliardi di dollari di asset del Bitcoin Trust e applichiamo una commissione di gestione del 2%, significa che Grayscale genera circa 324 milioni di dollari all'anno in commissioni solo dal Bitcoin Trust.
Se Grayscale riuscisse a convertire GBTC in un Bitcoin ETF, l'AUM potrebbe potenzialmente aumentare grazie all'appeal degli ETF tra gli investitori istituzionali, incrementando le commissioni di gestione. Detto ciò, Grayscale prevede di ridurre le commissioni al momento della conversione in ETF, anche se non sono state fornite cifre specifiche.
La conversione del GBTC a ETF è soggetta all'approvazione della SEC. Grayscale ha recentemente vinto una causa legale contro il regolatore, aprendo la strada all'approvazione del tanto agognato Bitcoin ETF spot. Al tempo stesso, la SEC ha esteso il periodo decisionale sull'ETF di ARK 21Shares.
L'approvazione dell'ETF su Bitcoin rappresenterebbe un passo significativo verso la diffusione della criptovaluta. La sentenza del tribunale mette in discussione l'autorità esclusiva della SEC sugli asset digitali, suggerendo che altre entità – come i tribunali e il Congresso – possono influenzare le normative sulle criptovalute. Questo potrebbe portare a una più ampia accettazione degli asset digitali, rendere gli investimenti in BTC più accessibili e regolamentati, e attirare più capitali nel mercato delle criptovalute.
La potenziale approvazione potrebbe anche avere implicazioni geopolitiche, creando un precedente per altri Paesi e accelerando l'adozione globale delle criptovalute.
Naturalmente rimangono ancora numerosi ostacoli, nonostante la sentenza del tribunale. La quale rappresenta comunque un importante passo avanti: grandi guadagni attendono coloro che sono pronti ad abbracciare il cambiamento.
Questo articolo ha scopo informativo, non va considerato una consulenza legale o un consiglio d'investimento. I punti di vista, i pensieri e le opinioni qui espressi sono esclusivamente dell'autore e non riflettono o rappresentano necessariamente i punti di vista e le opinioni di Cointelegraph.