Il 20 febbraio Bitcoin (BTC) ha registrato la sua chiusura giornaliera più alta in oltre due anni, malgrado la resistenza a 52.500$ abbia rappresentato una sfida più ardua del previsto, con conseguente respingimento al di sotto dei 51.000$ durante la giornata di ieri.
Il tasso di finanziamento dei contratti futures su Bitcoin hanno mostrato per breve tempo un eccesso di domanda per le posizioni short il 22 febbraio, innescando speculazioni su un potenziale ulteriore slancio ribassista.
Considerando che Bitcoin ha registrato un guadagno del 33,5% da inizio anno, i ribassisti hanno ben pochi motivi per festeggiare, ma alcuni analisti ritengono che la capitalizzazione di mercato di 1.000 miliardi di dollari a 50.930$ possa rappresentare un top locale. Sebbene tale livello non rivesta un significato intrinseco, al di là del fatto di essere un numero di riferimento, ha attirato l'attenzione dei media tradizionali, incutendo potenzialmente timore negli investitori.
Afflussi sugli ETF spot su Bitcoin determineranno probabilmente il prezzo
Gli analisti e i trader hanno avanzato diverse ipotesi per giustificare una potenziale correzione di Bitcoin: dalle divergenze dell'indice di forza relativa (RSI), al distacco dai titoli legati all'asset, alla storica mancanza di slancio rialzista 60 giorni prima dell'halving, fino al fatto che circa il 2,5% dell'offerta sia stata probabilmente acquistata in prossimità del livello di 51.500$.
Tuttavia, nessuna di queste ipotesi dovrebbe prevalere qualora l'afflusso netto verso gli ETF spot su Bitcoin persista. Il 22 febbraio, l'afflusso netto di Bitcoin ETF quotati negli Stati Uniti è stato pari a 251 milioni di dollari, invertendo il deflusso di 36 milioni di dollari rilevato il giorno precedente.
Prevedere la domanda di Bitcoin ETF è quasi impossibile, quindi l'attenzione dovrebbe spostarsi sui parametri di trading per valutare se i trader sono orientati al ribasso dopo i molteplici tentativi falliti di sostenere i prezzi al di sopra dei 52.500$. I contratti perpetual, detti anche swap inversi, incorporano un tasso incorporato ricalcolato ogni otto ore. In sostanza, un tasso negativo indica una preferenza per una leva più alta utilizzata dagli short (venditori).
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Occorre evidenziare come il tasso di finanziamento a 8 ore di Bitcoin sia diventato brevemente negativo il 22 febbraio e si sia attestato per l'ultima volta al di sopra dello 0,02% (o dell'1,3% al mese), a dimostrazione della mancanza di domanda di leverage long (acquirenti). Tuttavia, le fluttuazioni dei tassi di finanziamento rimangono un fenomeno piuttosto diffuso, poiché i market maker perseguono il profitto attraverso l'arbitraggio dei tassi, approfittando di specifici snapshot.
La domanda di Bitcoin da parte degli investitori retail costituisce un indicatore negativo
Al fine di confermare se l'assenza di domanda di leverage long rifletta accuratamente la condizione di mercato, è necessario incrociare i dati con altri indicatori, come la domanda di stablecoin in Cina, un segnale significativo per l'ingresso o l'uscita dal mercato crypto da parte del tipico investitore retail.
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Dal 12 febbraio il premium sulla stablecoin USD Coin (USDC) rispetto al tasso ufficiale dello yuan in Cina ha mantenuto un livello robusto superiore al 2%, raggiungendo recentemente un picco del 3,5%. Rappresenta un indicatore affidabile dell'ingresso di denaro retail nel mercato. Tuttavia, non si può negare che l'ultima volta che il tasso di finanziamento a 8 ore di BTC ha superato lo 0,03% (1,9% al mese) è stato il 2 gennaio. Di conseguenza, i trader al dettaglio che utilizzano la leva finanziaria hanno perso l'intero guadagno del 30% da 40.000$ a 52.200$ nei 30 giorni precedenti il 20 febbraio.
Il trend delle ricerche su Google relative a "buy Bitcoin" conferma la mancanza di interesse da parte dei trader retail nonostante i recenti guadagni di prezzo. D'altro canto, questi dati dimostrano che il potenziale ingresso di una nuova ondata di investitori guidati dalla FOMO rimane possibile.
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Il picco di interesse degli ultimi 5 anni si è verificato nella settimana conclusasi il 9 gennaio 2021, dopo che il prezzo di Bitcoin era già salito del 150% in due mesi. Ciò sottolinea l'idea che l'assenza di domanda di leverage long sui perpetual futures di Bitcoin non indichi necessariamente un sentiment ribassista o una mancanza di interesse retail. In definitiva, il tasso di finanziamento leggermente negativo dei futures su Bitcoin non dovrebbe preoccupare eccessivamente gli investitori rialzisti.
Questo articolo non contiene consigli o raccomandazioni di investimento. Ogni operazione di investimento e di trading comporta dei rischi e i lettori devono condurre le proprie ricerche prima di prendere una decisione.
Traduzione a cura di Walter Rizzo