Secondo un report di Reuters del 22 gennaio, una carenza di chip sta perturbando la supply chain dell'hardware per il mining di Bitcoin.

Bitmain, uno dei principali produttori di mining rig per Bitcoin, segnala sul proprio sito web di aver esaurito le proprie scorte fino all’agosto 2021. Peraltro, a parte le carenze d'inventario, la società ha anche aumentato sensibilmente i prezzi dei macchinari.   

Per esempio, nel novembre 2020, l'Antminer S19 veniva venduta a 1.897$ per unità. Al momento della stesura del presente articolo, sul sito web della società il medesimo prodotto ha un prezzo di 2.767$: un rincaro del 45%. 

Parlando a Reuters, Alex Ao, vice presidente del produttore di semiconduttori Innosilicon, ha spiegato: "Non ci sono abbastanza chip per sostenere la produzione di mining rig". 

Le scarse forniture disponibili vengono acquistate in massa dalle grandi società di mining del Nord America. Nel 2020, imprese americane come Riot Blockchain, Bitfarms e Marathon hanno aumentato significativamente il loro parco macchine con acquisti importanti da Bitmain e dal rivale MicroBT.

Questi acquisti si sono verificati anche durante l’halving quadriennale di Bitcoin, che comporta il dimezzamento dei block reward: sebbene la Cina continua a dominare in termini di hash rate, pare che la crescita del mining nordamericano stia riducendo l'offerta nel Paese asiatico.

Va comunque sottolineato che recentemente i miner cinesi hanno subito notevoli problemi di interruzioni di corrente. Come precedentemente riportato da Cointelegraph, le autorità della provincia cinese dello Yunnan hanno persino interrotto la fornitura di energia ai miner della regione.

Anche altri settori che dipendono dai semiconduttori stanno cominciando a sentire gli effetti della continua carenza. Importanti produttori di automobili, come ad esempio Ford, hanno annunciato la chiusura di alcuni dei loro stabilimenti.