Tim Draper, l’investitore miliardario in Bitcoin (BTC) nonché fra i primi a investire in Tesla, ha reagito all’aggiunta di “Bitcoin” alla bio del profilo Twitter dell'uomo più ricco del mondo: Elon Musk. Lo stesso avevano già avevano fatto anche altre figure di spicco, come il CEO di Twitter Jack Dorsey e il co-fondatore di Reddit Alexis Ohanian.

Draper, che secondo i report possiede circa 30.000 BTC, ha detto a Musk di voler comprare un Cybertruck Tesla pagando in Bitcoin, promuovendo il sistema di pagamenti BTC OpenNode, una società nel suo portfolio d'investimento:

“Ciao Elon Musk, vorrei comprare un Cybertruck Tesla. Anche se personalmente preferirei tenermi i miei #Bitcoin, puoi accettare #Bitcoin attraverso OpenNode, una compagnia di Draper VC.”

Perché ora?

Il 29 gennaio, Bitcoin ha assistito a un rally del 14% in soli 30 minuti, poco dopo che il supporto di Elon Musk per Bitcoin è iniziato a circolare sui social media.

Molti hanno ipotizzato che Musk potrebbe essere l’investitore ad alto patrimonio netto responsabile dell’enorme accumulo di Bitcoin su Coinbase nel corso della settimana.

Negli ultimi giorni, il premium su Coinbase è salito fino a circa 200$ rispetto a Binance. In genere, questo indica un’attività di acquisto significativa da parte degli investitori statunitensi.

Tuttavia, Musk non ha dato seguito al cambiamento della bio e poco più tardi il rally si è invertito. Bitcoin è salito da 33.000$ a oltre 38.000$, per ricadere di nuovo a 33.000$.

Probabilmente Draper ha contattato Musk per l'interesse espresso dal CEO nei confronti di Bitcoin e del sentiment di mercato positivo intorno a BTC.

In una recente intervista a CNBC, Draper ha annunciato che sta comprando altri Bitcoin. Inoltre, l’investitore ha precisato di non avere alcuna intenzione di vendere BTC nel futuro, esprimendo la sua forte fiducia in Bitcoin come una “valuta del futuro:

"In realtà sto comprando altri Bitcoin… non sono interessato a vendere i miei #Bitcoin per dollari. Perché dovrei prendere la valuta del futuro e venderla per la valuta del passato?”

I dati on-chain mostrano che Draper non è l’unico concentrato sul lungo termine. L’attività di “HODLing,” che indica l’intento degli investitori in Bitcoin di conservare BTC per molto tempo, è a livelli record.

HODL wave a 1 anno di Bitcoin
HODL wave a 1 anno di Bitcoin. Fonte: Lookintobitcoin

Bitcoin verrà mai usato come valuta?

Bitcoin è considerato sempre più una riserva di valore e un’alternativa all’oro come bene rifugio. Negli ultimi mesi, però, le correlazioni dirette e inverse tra Bitcoin, l’oro e le azioni sono diminuite.

Correlazioni di Bitcoin vs. S&P500,VIX, DXY, oro
Correlazioni di Bitcoin vs. S&P500,VIX, DXY, oro. Fonte: Digital Assets Data

Oltre ai notevoli aumenti del prezzo, la paura dell’inflazione e l’enorme iniezione di liquidità da parte delle banche centrali hanno suscitato un grande interesse tra gli investitori istituzionali e ad alto patrimonio netto.

Tuttavia, pur accettando che BTC sta diventando sempre più diffuso, la domanda rimane se Bitcoin verrà mai usato come una valuta e un mezzo di scambio, in maniera simile al dollaro di oggi.

Ironicamente, quando il prezzo di Bitcoin si trova in un chiaro trend rialzista, gli investitori sono meno inclini a vendere o spendere i propri BTC. Lo stesso Draper ammette che preferirebbe pagare per l’acquisto del Cybertruck in dollari piuttosto che in BTC.

Tuttavia, se nel futuro il prezzo di Bitcoin dovesse stabilizzarsi a un livello di prezzo abbastanza alto e la volatilità dovesse diminuire, BTC potrebbe diventare più attraente per i pagamenti quotidiani.

Nel frattempo, mentre Bitcoin accoglie sempre più utenti e la questione della scalabilità si fa più urgente, il network blockchain potrebbe diventare inefficiente per i pagamenti quotidiani su layer-one.

A quel punto le soluzioni di scalabilità layer-two come Lightning Network e le sidechain come Liquid potrebbero diventare le “app” blockchain usate per elaborare istantaneamente piccoli pagamenti. Queste piattaforme interoperabili avranno probabilmente compromessi specifici, con vari gradi di trustlessness, privacy e decentralizzazione.