La Cina non tenterà più di sopprimere il mining di Bitcoin (BTC): lo confermano alcuni documenti ufficiali. Come sottolineato su Twitter dal CEO di Blockstream Samson Mow e da altri importanti membri dell'industria delle criptovalute, il mining non è più presente nella lista delle industrie che Pechino considera indesiderabili.
"La mia opinione su Bitcoin è rialzista"
La notizia è stata confermata all'interno della nuova edizione del Catalogo per l'Orientamento della Struttura Industriale Cinese, comprendente una serie di modifiche che entreranno in vigore a partire dal prossimo anno.
A tal proposito, Mow ha commentato:
"La Commissione Nazionale Cinese per lo Sviluppo e le Riforme ha rimosso il mining di criptovalute dalla lista di industrie che desidera eliminare. La mia opinione su Bitcoin è rialzista."
La precedente versione del documento, pubblicata ad aprile di quest'anno, comprendeva il mining di Bitcoin fra le industrie che il governo avrebbe dovuto reprimere.
Nessuna reazione da parte dei mercati
Il mese scorso il Presidente cinese Xi Jinping ha esortato il paese ad accelerare l'adozione della tecnologia blockchain, causando un improvviso incremento del prezzo di Bitcoin. Ciononostante, il governo cinese aveva prontamente invitato i cittadini a non speculare sulle criptovalute:
"Il futuro della blockchain è arrivato, ma dobbiamo rimanere razionali. L'ascesa della tecnologia blockchain è stata accompagnata da quella delle criptovalute, ma l'innovazione della blockchain non significa che dovremmo anche speculare sulle monete digitali."
La notizia di oggi non sembra tuttavia aver avuto alcun effetto sui mercati di Bitcoin.