Bjarne Stroustrup, il programmatore e informatico danese che ha realizzato il popolare linguaggio di programmazione C++, ha recentemente espresso la propria frustrazione riguardo all'utilizzo di C++ nel mining di Bitcoin (BTC).
Durante un'intervista con Lex Friedman, Stroustrup ha discusso in maniera approfondita dell'evoluzione di C++, dei concetti alla base di questo linguaggio di programmazione e delle sue varie implementazioni. L'uomo ha spiegato che la base di utenti dei linguaggi di programmazione è estremamente ampia, e per tale motivo questi strumenti vengono spesso utilizzati in modi per cui non erano stati originariamente progettati.
A tal proposito, ha espresso delusione riguardo alla scelta di Satoshi Nakamoto, il nome del creatore di Bitcoin, di utilizzare C++ come linguaggio di programmazione alla base del codice sorgente di Bitcoin.
Alti consumi energetici e casi d'utilizzo sospetti
In particolare, Stroustrup ha affermato:
"Quando realizzi uno strumento, non hai idea di come verrà effettivamente utilizzato. Col tempo provi a migliorare tale strumento analizzando i casi d'uso, per evitare che la gente si 'tagli le dita' a causa di impieghi impropri, ma in realtà non hai alcun controllo su come qualcosa verrà utilizzato."
Discutendo degli impieghi a suo parere errati di C++, Stroustrup ha citato il mining di criptovalute e il relativo consumo di energia elettrica:
"Sono molto felice ed orgoglioso di alcuni degli utilizzi di C++, ma ci sono cose che vorrei la gente non facesse. Il mining di Bitcoin è il mio esempio preferito: consuma energia quanto l'intera Svizzera, e giova principalmente ai criminali."
Ad agosto anche Pat Gelsinger, CEO della società di cloud computing VMWare, ha fortemente criticato i consumi energetici di Bitcoin, definendo la criptovaluta "dannosa per l'umanità":
"È necessaria l'energia di un'intera casa, nel migliore dei casi di mezza casa, per aggiungere una sola voce al registro di Bitcoin. [...] Si tratta di una tecnologia intollerante al clima, è così estrema... è un cattivo design."
Tentativi di ostacolare il mining di criptovalute
A settembre di quest'anno, il governo della Repubblica dell'Uzbekistan ha ordinato un aumento delle tariffe energetiche del 300% per i miner di criptovalute, al fine di promuovere un utilizzo razionale dell'elettricità da parte dei consumatori.
Sempre a settembre, le autorità del Kirghizistan hanno interrotto l'erogazione di energia elettrica a 45 società operanti nel settore del mining, in quanto consumavano complessivamente più energia di tre regioni del Paese messe assieme.