La CFTC denuncia due individui per frode degli investitori e falsificazione di documenti

Secondo un comunicato stampa ufficiale pubblicato il 28 settembre, la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti ha sporto denuncia contro due individui accusati di sollecitazione fraudolenta all'acquisto di Bitcoin (BTC).

La denuncia della CFTC, presentata presso la Corte Distrettuale del Texas settentrionale, accusa i due imputati di aver indotto il pubblico a investire in contratti a leva finanziaria o a margine in valuta straniera, come forex, opzioni binarie e diamanti.

Il primo degli imputati è Morgan Hunt, residente ad Arlington, Texas, proprietario della società Diamonds Trading Investment House. Il secondo imputato, Kim Hecroft, risiede a Baltimora, nel Maryland, e gestisce un'altra società, la First Options Trading.

Secondo il comunicato stampa, Hunt e Hecroft avrebbero frodato almeno due investitori a partire da gennaio 2017. Gli imputati avrebbero offerto investimenti e opportunità di trading ai clienti via e-mail e Facebook.

La CFTC sostiene inoltre che gli imputati fingevano di essere degli investigatori della CFTC, utilizzando documenti ufficiali falsificati. Sebbene la CFTC non sia effettivamente coinvolta in attività che comportano la riscossione delle imposte, i truffatori avrebbero utilizzato tale tattica per richiedere falsi pagamenti fiscali relativi ai conti cripto dei loro clienti.

La CFTC chiede pertanto il risarcimento degli investitori truffati, la restituzione dei profitti illeciti, sanzioni pecuniarie civili e l'interdizione permanente dalle attività di trading.

All'inizio di questa settimana, un tribunale distrettuale federale degli Stati Uniti ha stabilito che un presunto token cripto fraudolento della ditta "My Big Coin Pay" fosse classificato come merce (commodity), portando quindi il caso sotto la giurisdizione della CFTC.

Qualche giorno fa, un'altra autorità di regolamentazione degli Stati Uniti, la Securities and Exchange Commission (SEC), ha presentato una denuncia contro il distributore di security 1pool per la presunta offerta di contratti swap basati su security finanziate da Bitcoin.