Il protocollo di trading crosschain Chainflip sta implementando un aggiornamento di emergenza del software volto a impedire agli hacker di spostare i fondi rubati nell'exploit di Bybit da 1,4 miliardi di dollari.
La manovra fa seguito all'hack del 21 febbraio di Bybit, la più grande violazione di un exchange di criptovalute nella storia. Da allora, investigatori del settore blockchain, società di analisi, exchange e protocolli di rete hanno iniziato a cooperare per tentare di rintracciare e recuperare i fondi rubati.
Il 24 febbraio il protocollo ha annunciato l'aggiornamento “1.7.10”, dichiarando di voler bloccare le transazioni illecite e proteggere i liquidity provider dall'esposizione ad eventuali asset trafugati.
Fonte: Chainflip Labs
Nel comunicato, Chainflip afferma che il flusso di fondi illeciti veicolato dal protocollo pone i liquidity provider di fronte a rischi che potrebbero compromettere la protezione degli utenti in generale.
“Per tale motivo abbiamo agito rapidamente interrompendo l'accesso all'interfaccia principale una volta individuati i flussi provenienti dall'hack Bybit sabato mattina”.
Lavorare insieme per combattere la criminalità nel settore delle criptovalute
Chainlink ha inoltre collaborato con i suoi provider per garantire che i fondi di Bybit non vengano dirottati attraverso i suoi servizi decentralizzati crosschain. Tuttavia, l'ultimo aggiornamento è previsto entro il 27 febbraio, previa verifica interna del codice e dell'implementazione della rete.
“La versione 1.7.10 (l'ultimo aggiornamento) include un upgrade degli strumenti di screening esistenti a livello di broker, disponibili per tutti gli operatori di intermediazione.”
Lo strumento consentirà agli operatori di bloccare i trasferimenti di Bitcoin (BTC) in entrata in base alla profilazione del rischio.
“I depositi rifiutati vengono rispediti direttamente all'indirizzo di rimborso specificato dall'utente. Tale funzionalità verrà ora estesa a Ethereum e a tutti i token ERC-20”.
A seguito dell'imminente aggiornamento, tutti i wallet collegati all'hack di Bybit o a qualsiasi altro grave episodio di sicurezza non potranno utilizzare i servizi di Chainflip. Inoltre, il protocollo prevede di introdurre ulteriori funzionalità in base alla necessità di protezione degli utenti.
Chainflip mira a tutti i wallet collegati tramite hacking
Accennando alle misure proattive adottate in tutto l'ecosistema delle criptovalute dopo l'hack di Bybit, Chainflip ha dichiarato:
“Non abbiamo bisogno che i regolatori ci dicano cosa fare in questa situazione. Ci sono sufficienti ragioni commerciali per l'ecosistema per adottare tali provvedimenti, non solo quelle etiche”.
Per concludere, Chainflip ha consigliato a Lazarus Groups, ovvero agli hacker di Bybit, di “portare il denaro rubato altrove: noi non lo vogliamo”.
Traduzione a cura di Walter Rizzo