Pare che la repressione cinese delle criptovalute si sia estesa anche ai social media. Weibo, nota piattaforma cinese di microblogging simile a Twitter con oltre 530 milioni di utenti attivi ogni mese, ha sospeso gli account di diversi creatori di contenuti legati a Bitcoin (BTC) e altre criptovalute.

Secondo alcune segnalazioni locali, almeno una dozzina di crypto-influencer non possono ora più accedere ai loro account. Visitando i profili degli account sospesi, appare un messaggio che spiega come gli utenti in questione avrebbero violato le linee guida di Weibo relative a "leggi e regolamentazioni vigenti."

L'utente di Weibo "Woman Dr. Bitcoin Mini", il cui account è stato bloccato sabato sera, ha definito le azioni del social network "il giorno del giudizio" per i crypto-influencer.

Winston Ma, professore di legge presso la New York University nonché ex amministratore delegato della China Investment Corporation, ha spiegato:

"Il governo ha voluto rendere chiaro che nessuna versione cinese di Elon Musk può esistere nel mercato delle criptovalute interno al Paese."

Il docente faceva riferimento alla controversa figura del CEO di Tesla e SpaceX, i cui messaggi su Twitter continuano da mesi a influenzare sia positivamente che negativamente i mercati crypto.

Winston Ma prevede inoltre che la corte suprema cinese pubblicherà presto un'interpretazione giudiziaria, che potrebbe collegare le attività di mining e trading di criptovalute al diritto penale cinese.

La posizione negativa sulle criptovalute presa dal governo cinese si sta facendo sentire in ogni sfaccettatura del settore. Ad aprile, dopo che le autorità di Pechino hanno iniziato a indagare sul consumo energetico dei data center alla ricerca di attività di crypto mining, questo business è improvvisamente divenuto rischioso nel Paese. Alcune grandi società di mining hanno annunciato la propria intenzione di spostare le proprie operazioni all'estero.

Tuttavia alcune regioni cinesi, come quella del Sichuan, vedono di buon occhio il mining in quanto permette di trarre ingenti profitti dall'energia a basso costo presente nel territorio. Zhang Nangeng, CEO del produttore di dispositivi per il mining Canaan, ha personalmente chiesto al governo cinese di concedere dei lasciapassare ai miner che utilizzino energia verde:

“I miner che operano a scopo di lucro preferiscono rifornirsi in regioni in cui l’energia è disponibile a un prezzo più basso, fattore che comporta un eccesso di offerta e probabilmente anche sprechi energetici. Allo stesso tempo, i miner di Bitcoin contribuiscono alla creazione di posti di lavoro nelle regioni povere e alle entrate fiscali".