Zachary Salter e John Caruso, i due fondatori di Zima Digital Assets, si sono dichiarati non colpevoli di riciclaggio di denaro e frode telematica: le autorità degli Stati Uniti hanno accusato i due uomini di aver condotto uno schema fraudolento basato su criptovalute, grazie al quale sarebbero riusciti a rubare oltre 9 milioni di dollari.
I primi investitori in questo presunto schema Ponzi hanno ottenuto un guadagno complessivo di circa 1,9 milioni di dollari: la notizia degli ingenti profitti avrebbe quindi spinto altre persone ad investire nella truffa.
Pare che i rimanenti 7 milioni siano stati spesi in maniera ben poco saggia e lungimirante: i due uomini avrebbero sprecato tutto in vacanze, gioco d'azzardo, noleggio di automobili di lusso e viaggi in jet privati. Tuttavia, nonostante sfoggiassero il loro stile di vita sfarzoso sui social media, non hanno mai segnalato alcun reddito imponibile.
Sono stati accusati dalle autorità statunitensi di aver truffato oltre 90 investitori, fra i quali persone anziane ed ex giocatori di baseball. L'imputazione comprende anche il reato di aver dichiarato il falso nei contratti per gli investitori e nei messaggi diretti ai clienti.
I due uomini verranno processati il 4 luglio 2020: se verranno giudicati colpevoli dal tribunale, Salter e Caruso dovranno rinunciare a tutte le proprietà ottenute grazie allo schema fraudolento.
Usano i fondi degli investitori per il gioco d'azzardo, perdono 830.000$
"Non vi è alcuna prova che i fondi degli investitori ottenuti da Caruso e Salter siano stati effettivamente investiti in criptovalute o monete digitali, o in qualsiasi altra tipologia di asset d'investimento, come fraudolentemente promesso sia da Caruso che da Salter", ha affermato l'accusa in seguito all'udienza preliminare di febbraio.
Pare che già al tempo i due uomini avessero accumulato 830.000$ in perdite di gioco, 670.000$ in spese tramite carta di credito, 540.000$ per il noleggio di jet privati e automobili di lusso, nonché 150.000$ per l'affitto di una villa da quasi duemila metri.
Al tempo dell'udienza di febbraio, Zima Digital Assets continuava a ricevere fondi dagli investitori.