Nel 2019, la Financial Action Task Force ha chiesto alle giurisdizioni in tutto il mondo di adottare le sue linee guida normative per gli asset virtuali. Oggi, durante la conferenza online V20, David Lewis (segretario esecutivo e deputato G20 presso l’organizzazione) ha offerto una visione panoramica sui progressi dell’implementazione e sulla reazione delle imprese finora.
La FATF è un’organizzazione intergovernativa con il compito di contrastare il riciclaggio di denaro. Le sue direttive rilasciate nel 2019 per la regolamentazione delle criptovalute, che includono una sezione controversa soprannominata “travel rule,” sono progettate per mitigare l’uso illecito degli asset virtuali, e per allineare il settore con le normative bancarie tradizionali.
Lewis ha spiegato al pubblico che la maggior parte delle giurisdizioni ha già recepito le linee guida nella legislazione nazionale.
Tuttavia, per quanto riguarda le imprese crypto, indicate formalmente come “fornitori di servizi di beni virtuali,” o VASP, Lewis ha dichiarato che il loro adeguamento alla travel rule e al quadro più ampio della FATF rimane “relativamente nascente.”
Il segretario ha riconosciuto i progressi compiuti sul fronte tecnico, mentre le aziende cercano di improvvisare nuove soluzioni per essere più efficienti nelle misure di conformità. Tuttavia, la travel rule “non è ancora stata implementata globalmente o efficacemente” nel settore privato, ha sottolineato.
Secondo il resoconto di Lewis, l’organizzazione sta esaminando nuovi rischi e ha intenzione di vigilare sulle corrispondenti sfide normative affrontate. Proseguendo, ha evidenziato l’aumento dell’utilizzo di criptovalute per spostare fondi illeciti durante la pandemia. Inoltre, diverse prove confermano che il settore crypto sia sempre più coinvolto in reti di riciclaggio operate da professionisti.
Mentre il valore totale delle criptovalute usate per attività illecite rimane limitato, il settore viene sfruttato per riciclare denaro ottenuto dalla vendita di droga e armi illecite, sfruttamento minorile, tratta di esseri umani ed evasione delle sanzioni, aggiunge Lewis. L’organizzazione sembra particolarmente interessata ai vari meccanismi e strumenti utilizzati per aumentare la privacy, tra cui gli exchange decentralizzati, le privacy coin, i tumbler e i mixer.
Inoltre, Lewis ha ribadito il sospetto della FATF verso i cosiddetti “jurisdiction hopper,” imprese che spostano frequentemente la propria sede, questione che ha portato l’organizzazione considera le possibilità di arbitraggio regolamentare.
Tali caratteristiche e fenomeni formano la colonna portante della lista di “campanelli d’allarme” redatta dalla FATF e fornita alle imprese per aiutarle nella supervisione delle attività degli utenti sulle loro piattaforme o i loro servizi.
Lewis ha affermato che la FATF ha intenzione di pubblicare un secondo esame sull’implementazione delle sue linee guida a giugno 2021, in seguito alla prima revisione pubblicata a giugno di quest’anno.