Secondo Chris Maurice, CEO dell’exchange nigeriano Yellow Card, l’utilizzo e il trading delle criptovalute sono ormai una realtà affermata in Africa.
Durante un’intervista con Cointelegraph, Maurice ha dichiarato:
“La scena crypto sta crescendo molto rapidamente in tutto il continente, in particolare in Nigeria, Sudafrica, Ghana e Kenya. A questo punto, è solo questione di tempo prima che si diffondano capillarmente anche negli altri Paesi.”
L’utilizzo di crypto in Africa non è accuratamente rappresentato
Contrariamente a quanto succede nel Nord America, in cui le transazioni vengono svolte principalmente sugli exchange, in Africa il trading e l’utilizzo avvengono in maggioranza sui canali informali over-the-counter (OTC): quindi, stimare la popolarità del settore basandosi solo sui dati forniti dai provider ufficiali potrebbe trarre in inganno.
Con riferimento ai volumi di trading, Maurice ha dichiarato:
“La maggior parte non passa per gli exchange: viene fatto tutto tramite WhatsApp, Telegram o altri OTC. Basandomi sulla popolarità di queste dark pools, che passano per gruppi Telegram e WhatsApp, ritengo che la quantità di crypto scambiate sia almeno di cinque-otto volte maggiore di quanto farebbero pensare i numeri ufficiali.”
In Africa c’è molto interesse per il settore
In merito alle nazioni dove le criptovalute sono più popolari, Maurice ha affermato:
“Secondo alcune stime, sia la Nigeria che il Sudafrica sono nella Top 5 in termini di utenti per capita: il 10% dei sudafricani possiederebbe Bitcoin, o li avrebbe posseduti in passato.”
Un recente report di Cointelegraph ha confermato che nella regione ci sono alti tassi di titolarità ed utilizzo di criptovalute.
Alla luce della sua esperienza con Yellow Card e della sua conoscenza dell’ambiente, Maurice ha tracciato un paragone tra la scena africana con quella americana, facendo notare come i dati non dovrebbero stupire: “Chiunque qui ha delle nozioni di base su come funziona Bitcoin, in particolare in Nigeria e Sudafrica.”
Gli utenti africani sono molto attratti dalle crypto
Maurice ha spiegato il motivo dell'incredibile popolarità di BTC: innanzitutto, si tratta di un asset digitale globale gestito da terzi e non dal governo locale. Questo implica che Bitcoin possa rispondere all’esigenza di transazioni veloci e riserva di valore indipendente. Se dovessero usare solo gli asset tradizionali, le persone incontrerebbero notevoli difficoltà ad accedere a servizi similari: inoltre, per i residenti del continente africano BTC potrebbe rappresentare una fonte alternativa di guadagno.
La fascinazione africana per le crypto è iniziata circa sei anni fa
Gli africani hanno iniziato ad interessarsi al settore tra il 2014 ed il 2015, con un picco a partire dal 2017, anno molto positivo per il settore. Difatti, in quel periodo anche i media asiatici, nordamericani ed europei hanno iniziato a trattare maggiormente la tematica.
Con l’hype portato da un’esposizione mediatica mainstream, il prezzo di BTC è cresciuto enormemente. Maurice sostiene che questo interesse globale abbia spinto molti a fare ricerche sull’argomento:
“Tutti quelli che ho conosciuto in Africa hanno grande spirito di iniziativa. Quando vedono un’opportunità simile vogliono subito saperne di più”.
Le crypto sono per loro stessa natura un asset globale: sin dalla nascita del Bitcoin, nel lontano 2009, si sono intrecciate con la situazione socioeconomica dei vari Paesi e vengono utilizzate per andare incontro alle necessità maggiormente sentite dalla popolazione: una possibile soluzione all’inflazione in Venezuela, oppure un nuovo bene su cui speculare in Nord America.