Secondo i dati di Etherscan, il quantitativo di Ethereum (ETH) generato tramite mining ha toccato il valore più basso di sempre.

Secondo Etherscan, il 10 febbraio sono stati creati 13.370 nuovi ETH, cifra di gran lunga inferiore ai 20.000 di dicembre 2018 e al record storico di 39.000 del 30 luglio 2015. Il netto calo è stato probabilmente causato da un improvviso aumento della difficoltà del mining, rilevato da Etherscan proprio il 10 febbraio.

Come segnalato in precedenza, nel meeting del 31 agosto 2018 i core developer di Ethereum hanno deciso di posticipare la cosiddetta "difficulty bomb", inserendo il codice di tale modifica all'interno dell'imminente hard fork Constantinople.

La difficulty bomb, nota anche come "l'era glaciale" di Ethereum, è un meccanismo che rende il mining di ETH tramite Proof of Work (PoW) progressivamente più difficile.

Tale caratteristica è stata implementata per evitare che i miner continuino le loro attività sulla blockchain dopo il passaggio all'algoritmo di consenso Proof of Stake (PoS). Tuttavia, l'implementazione della PoS è stata rimandata ormai diverse volte, ed insieme ad essa gli sviluppatori hanno posticipato la difficulty bomb tramite gli update, come accadrà con Constantinople.

Poiché rimandare l'era glaciale comporta una diminuzione della difficoltà di mining, per compensare Constantinople conterrà anche un meccanismo chiamato thirdening, che consiste in una riduzione del block reward da 3 a 2 ETH.

L'aggiornamento, che farà quindi di nuovo crescere il quantitativo giornaliero di ETH minati, dovrebbe arrivare con il blocco numero 7.080.000, il cui arrivo, secondo un post di  Consensys, è previsto per il 27 febbraio.

La settimana scorsa, la Fondazione Ethereum ha smentito le voci secondo le quali avrebbe intenzione di spendere 15 milioni di dollari sullo sviluppo di alcune funzioni da utilizzare nella transizione alla rete Proof of Stake (PoS).