Secondo gli esperti fiscali, i detentori di Ether (ETH) che non giocano bene le loro carte a seguito del Merge di Ethereum potrebbero ritrovarsi con delle tasse salate. 

Intorno al 15 settembre, la blockchain Ethereum passerà dall'attuale meccanismo di consenso proof-of-work (PoW) a proof-of-stake (PoS), con l'obiettivo di migliorare l'impatto ambientale.

C'è la possibilità che il Merge si traduca in un hard fork, che porterà i possessori di ETH a ricevere unità duplicate di token Ethereum, in modo simile a quanto accaduto quando si è verificato l'hard fork di Ethereum ed Ethereum Classic nel 2016. 

Miles Fuller, responsabile delle soluzioni governative della società di compliance fiscale TaxBit, ha dichiarato a Cointelegraph che il Merge solleva alcune interessanti implicazioni fiscali nel caso in cui si verifichi un hard fork:

"La domanda più importante ai fini fiscali è se il Merge porterà ad un hard fork con divisione della chain".

"Se così non fosse, non si presenterebbero implicazioni fiscali", ha illustrato Fuller, sottolineando che l'attuale PoW ETH diventerà semplicemente il nuovo PoS ETH "e tutti continueranno per la loro strada".

Tuttavia, nel caso in cui si verifichi un hard fork, i titolari di ETH si vedrebbero recapitare token PoW: l'evento potrebbe comportare diversi impatti fiscali "a seconda di quanto sia supportata la chain PoW ETH" e di dove siano detenuti gli ETH quando si verifica il fork. 

Per quanto riguarda gli ETH detenuti nei wallet on-chain di proprietà dell'utente, Fuller fa riferimento ad una guida dell'IRS in cui si afferma che qualsiasi nuovo token PoW ETH sarà considerato un reddito e verrà valutato al momento in cui l'utente ne è entrato in possesso

Fuller ha spiegato che la situazione potrebbe essere diversa per gli ETH detenuti in custodial wallet, come gli exchange, a seconda che la piattaforma decida di supportare la chain PoW ETH forkata:

"Il modo in cui i custodian e gli exchange gestiranno i fork è in genere descritto nel contratto di account, quindi se non siete certi, dovreste informarvi".

"Se il depositario o l'exchange non supportano la chain forkata, è probabile che non abbiate alcun reddito (e che lo abbiate perso). Potete evitare questo problema spostando le vostre partecipazioni in un wallet unhosted prima del Merge, per assicurarvi di ottenere tutte le monete (o i token) derivanti da un'eventuale fork della chain", ha spiegato.

La performance del token PoW può anche avere un impatto sulla potenziale fattura fiscale, secondo un post di ieri condiviso da Miles Brooks, director of strategy di CoinLedger,  su Twitter:

"Se il valore dei token scende pesantemente dopo il fork PoW (e dopo averne il controllo) - cosa che potrebbe essere probabile - potreste avere una fattura fiscale da pagare ma potenzialmente non abbastanza beni per pagarla".

Brooks ha suggerito che potrebbe essere nell'interesse dell'investitore vendere una parte dei token una volta ricevuta la moneta forkata, in modo da assicurarsi che almeno la tassa fiscale sia coperta.

7/ Cosa potete fare per prepararvi? Se si verifica un fork di ETH PoW, vorrete sapere se siete idonei per il fork, perché potrebbe essere nel vostro interesse vendere alcuni di questi token quando li ricevete per assicurarvi di averne abbastanza per il conto fiscale associato!

Ultimamente si è presentato un crescente interesse da parte dei miner di Ethereum e di alcuni exchange affinché si verifichi un hard fork di PoW, poiché senza un hard fork questi miner sarebbero costretti a passare ad un'altra criptovaluta PoW.

Vitalik Buterin ha suggerito, in occasione della quinta conferenza della community di Ethereum tenutasi a luglio, che questi miner potrebbero semplicemente tornare a Ethereum Classic.

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Contrariamente a quanto suggerito nell'articolo associato di CoinLedger, l'Ethereum post-merge non si chiamerà ETH 2.0, ma semplicemente ETH o ETHS, e ogni potenziale token forkato sarà indicato come ETHW.

Gli investitori in criptovalute dovrebbero diffidare di qualsiasi token che affermi di essere ETH 2.0 dopo il Merge. 

Il crypto exchange Poloniex, che sostiene di esser stato il primo a supportare sia Ethereum che Ethereum Classic, ha dato il suo sostegno ad un eventuale hard fork, aggiungendo il trading per ETHW.

L'exchange Bybit ha dichiarato a Cointelegraph che, in caso di fork, i team di gestione del rischio e di sicurezza di Bybit dispongono di criteri per determinare se un ipotetico token PoW possa essere quotato sulla loro piattaforma.

Bybit sostiene che gli exchange che già quotano i token ETHW stiano anteponendo i profitti alla sicurezza degli utenti e mette in guardia i trader dallo spostare i loro ETH sugli exchange che supportano i token PoW a causa della volatilità e dei rischi per la sicurezza:

"Avvisiamo i trader che i potenziali fork di Ethereum PoW potrebbero essere estremamente volatili e comportare maggiori rischi per la sicurezza. Gli exchange che stanno già quotando i token per i potenziali PoW fork stanno anteponendo i profitti alla sicurezza degli utenti".