L'ex CEO di Jefferies Asia guiderà la divisione VC di EOS

L'ex CEO di Jefferies Asia, società dell'importante gruppo bancario Jefferies Group LLC, è entrato a far parte della divisione venture capital di EOS. La notizia è stata rivelata da un annuncio ufficiale su Block.one.

Dopo aver mantenuto il suo vecchio incarico per quasi otto anni, Michael Alexander si trasferirà ad Hong Kong, dove sarà uno dei membri della commissione esecutiva di Block.one.

Come nuovo CEO dell'unità VC di EOS, Alexander dovrà gestire sia gli investimenti diretti che le partnership della società, concentrandosi soprattutto sui progetti costruiti sull'ecosistema EOSIO.

Block.one ha in mente di investire più di 1 mld di dollari, e secondo il comunicato di oggi avrebbe già allocato quasi 700 mln di dollari tramite partnership in Stati Uniti, Europa e Asia.

Uno di questi investimenti consiste in una partnership da 325 mln di dollari con la banca d'affari di Mike Novogratz, Galaxy Digital LP. La società ha anche ottenuto un finanziamento di 50 mln di dollari dalla società di investimenti blockchain SVK Crypto.

Nel comunicato viene anche riportata una dichiarazione dello stesso Alexander:

"Block.one sta plasmando la prossima generazione internet. La vision dei suoi fondatori ha fatto crescere l'organizzazione come nessun'altra al mondo... Poiché la compagnia è il publisher del codice open-source del progetto EOSIO, è destinata a diventare il leader degli investimenti relativi a questa fiorente piattaforma."

Alexander segue quindi l'esempio di Rob Jesudason, ex CFO della Commonwealth Bank of Australia (CBA), che a maggio ha abbandonato l'istituto bancario proprio per lavorare per Block.one.

EOS è sia un token che un "sistema operativo" per applicazioni decentralizzate (DApps). Al momento, è la quinta criptovaluta al mondo, con una capitalizzazione di mercato di circa 8 mld di dollari.

Essendo una rete governata, il progetto ha spesso affrontato una serie di controversie su temi come congelamento di account e speculazione sul prezzo della RAM del network, spingendo la comunità cripto a mettere in dubbio il suo livello di decentralizzazione e l'affidabilità del suo arbitraggio.

I dibattiti dell'ultimo periodo hanno spinto il CTO di Block.one Dan Larimer a valutare l'ipotesi di rimodulare l'intera costituzione del progetto.