Secondo quanto riportato nella giornata di oggi dal New York Times, Stephen Bannon, cofondatore di Breitbart News ed ex direttore strategico dell'amministrazione Trump, vorrebbe entrare nel mondo delle criptovalute e delle Initial Coin Offerings (ICO).

Secondo la famosa testata americana, Bannon ha tenuto incontri privati ​​con investitori e gestori di hedge fund per discutere della possibilità di emettere un'ICO tramite la sua società di investimenti, Bannon & Company.

Tuttavia, Bannon ha dichiarato di non voler fornire dettagli specifici, poiché affiancando la sua controversa reputazione al progetto potrebbe danneggiarne le possibilità di successo.

Bannon, che secondo il Times possiede un "bel gruzzolo" di bitcoin (BTC), gestì fino a gennaio la piattaforma di notizie alt-right e anti-establishment Breitbart News. Ha anche prestato servizio nell'amministrazione Trump fino al suo licenziamento ad agosto del 2017, probabilmente a causa delle sue osservazioni critiche nei riguardi del presidente riportate nel libro di Michael Wolff "Fire and Fury".

Si è interessato per la prima volta al mondo delle criptovalute tramite l'attore (ora imprenditore) Brock Pierce, quando lavorava come vice presidente nella sua società di videogiochi. Bannon ha dichiarato al New York Times che nel 2016 è stato il suo lavoro con la campagna Trump a impedirgli di lavorare nel settore delle criptovalute assieme a Pierce.

Timothy Lewis, cofondatore dell'hedge fund Ikigai, ha dichiarato al New York Times di essere rimasto "impressionato" dalle conoscenze tecnologiche di Bannon quando l'ha incontrato il mese scorso per parlare di normative su ICO e criptovalute:

 "All'inizio non sapevo cosa aspettarmi, ma si è dimostrato davvero preparato."

Secondo il New York Times, Bannon aveva già parlato della sua idea di creare la propria criptovaluta qualche mese fa ad Harvard, soprannominandola "deplorables coin", in omaggio al nome che Hillary Clinton ha assegnato ai sostenitori di Trump, "branco di miserevoli".

A marzo, durante una conferenza a Zurigo, Bannon aveva anche lodato l'utilizzo delle criptovalute nel movimento anti-establishment europeo.

Secondo Bannon, i paesi potrebbero creare le proprie criptovalute in base alle loro ricchezze nazionali. Ha citato come esempio l'Italia, che potrebbe che creare una valuta digitale basata sui depositi di marmo del paese.

Egli inoltre crede anche che le criptovalute possano ridare ai cittadini il potere che le banche centrali gli hanno sottratto "degradando le valute" e rendendoli "schiavi del debito":

"Controllare una valuta significa controllare tutto [...] È un populismo dirompente. Riottiene il controllo avuto finora dalle autorità centrali. È rivoluzionario. "