In Francia, pare che la Confédération des Buralistes abbia ottenuto il permesso di vendere Bitcoin (BTC) nelle tabaccherie del paese a partire da gennaio del prossimo anno: la notizia è stata rivelata in data 21 novembre dalla rete radiofonica Europe 1.

Grazie ad un accordo con il fornitore di portafogli per criptovalute KeplerK, fino a 4.000 piccoli negozi venderanno buoni in Bitcoin, che i clienti potranno poi scambiare per la criptovaluta vera e propria sul portale in rete di KeplerK. Tali buoni saranno inizialmente disponibili soltanto in tagli da 50, 100 e 250 euro.

Pare sia stata l'Autorité de Contrôle Prudentiel et de Résolution (ACPR), un'istituzione indipendente che si occupa di monitorare le attività di banche e compagnie assicurative con il patrocinio della Banca di Francia, ad aver approvato il progetto.

In seguito all'annuncio, la banca centrale francese ha tuttavia negato di aver acconsentito alla realizzazione di questa iniziativa.

"Contrariamente a quanto affermato questa mattina [...] senza previo accertamento, non è stato firmato alcun accordo che consente la vendita di Bitcoin nelle tabaccherie", ha dichiarato l'istituzione bancaria, aggiungendo:

"Inoltre, un accordo del genere non è né previsto né in fase di discussione."

Ciononostante, Europe 1 ha commentato che la ACPR non abbia avuto altra scelta che approvare questa iniziativa, a causa della rapidità con la quale le criptovalute si stanno diffondendo fra i consumatori.

A luglio di quest'anno, lo studioso e funzionario statale francese Jean-Pierre Landau ha rilasciato un resoconto sulle criptovalute, nel quale affermava che regolamentare questa tecnologia in maniera diretta non è "né desiderabile né necessario":

"La regolamentazione diretta non è desiderabile, in quanto ci costringerebbe a definire, classificare e di conseguenza soffocare oggetti essenzialmente fluidi e ancora indeterminati".