Tribunale greco decide di estradare Alexander Vinnik, accusato di riciclaggio per 4 mld di dollari in bitcoin

Secondo quanto riportato il 13 luglio da CNN Greece, un tribunale greco ha deciso di estradare in Francia Alexander Vinnik, il presunto ex gestore dell'exchange di criptovalute BTC-e

L'anno scorso, il trentanovenne russo Vinnik, noto anche come "Mr. Bitcoin", è stato incriminato dalle autorità degli Stati Uniti dei reati di frode e riciclaggio di denaro, per 4 mld di dollari in bitcoin (BTC).

L'avvocato greco di Vinnik ha confermato all'agenzia di stampa russa TASS che "il tribunale ha accolto la richiesta di estradizione delle autorità francesi". Spyrliadis ha anche rivelato di aver intenzione di fare ricorso alla Corte Suprema del paese.

Secondo CNN Grecia, Vinnik stesso avrebbe contestato la decisione della corte greca sull'estradizione in Francia, negando le accuse delle autorità, secondo cui tra il 2016 e il 2018 il presunto proprietario di BTC-e avrebbe "defraudato oltre 100 persone in sei città francesi". Vinnik replicò che si trattava di "transazioni personali legittime", e che stava solo "trasferendo denaro elettronico tramite una piattaforma".

Il suo legale Ilias Spyrliadis ha dichiarato a BCC Russia che l'ultima estradizione in Francia potrebbe portare ad un'ulteriore estradizione negli Stati Uniti.

In risposta agli eventi, il 13 luglio il Ministero degli Esteri russo ha rilasciato una dichiarazione, nella quale accusa le autorità greche di "continuare a complicare i rapporti con la Russia". Afferma inoltre che la richiesta di estradizione della Russia avrebbe dovuto avere priorità rispetto a quella francese, concludendo: "È ovvio che la Russia non può ignorare queste azioni."

Il 25 luglio 2017, Vinnik è stato arrestato dalla polizia greca sotto l'ordine del Ministero della Giustizia degli Stati Uniti, in seguito alla chiusura dell'exchange di criptovalute BTC-e, presumibilmente di sua proprietà.

Dopo aver dichiarato pubblicamente la sua innocenza a settembre, Vinnik ha anche negato il suo coinvolgimento nell'attacco hacker subito da Mt. Gox nel lontano 2011, quando un gruppo di esperti della sicurezza sosteneva che Vinnik avesse a che fare direttamente con l'accaduto.