Un sondaggio suggerisce che nell'ultimo anno le allocazioni in crypto degli investitori istituzionali sono aumentate, nonostante il settore stia attraversando un lungo crypto winter.
Un sondaggio sponsorizzato da Coinbase, pubblicato il 22 novembre e condotto fra il 21 settembre e il 27 ottobre, ha rilevato che il 62% dei player istituzionali con investimenti in criptovalute ha incrementato le proprie allocazioni negli ultimi 12 mesi. Solo il 12% ha invece ridotto la propria esposizione alle crypto: la maggior parte degli investitori istituzionali rimane rialzista sul lungo termine.
L'incertezza normativa rimane il principale fattore di preoccupazione per i grandi investitori: fra colore che pianificano di investire in criptovalute nei prossimi 12 mesi, il 64% ha espresso timori di questo tipo. Il sondaggio di Coinbase era basato su un campione di 140 investitori istituzionali con sede negli Stati Uniti, che vantano complessivamente asset in gestione dal valore di 2.600 miliardi di dollari.
Un sondaggio simile pubblicato lo scorso mese da Fidelity Digital Assets ha ottenuto i medesimi risultati. In un'intervista con Cointelegraph, Chris Kuiper di Fidelity ha commentato:
"Gli investitori istituzionali sono agnostici rispetto alla folle volatilità dei prezzi, guardano a questi asset da una prospettiva a lunghissimo termine. Sono interessati ai prossimi 5-10 anni."
Va comunque sottolineato che entrambi i sondaggi sono stati condotti prima della bancarotta di FTX, che secondo CoinShares ha causato un significativo incremento dei prodotti d'investimento short; inoltre, gli asset in gestione da parte degli investitori istituzionali crypto hanno raggiunto un valore di 22 miliardi di dollari, il più basso degli ultimi due anni. James Butterfill di CoinShares ha affermato che l'aumento degli investimenti short è probabilmente "una conseguenza diretta del collasso di FTX."