In Iran, pare che i miner di Bitcoin (BTC) stiano spostando le proprie operazioni nelle moschee: lo rivela un messaggio recentemente pubblicato da un utente su Twitter. Il paese offre infatti energia gratuita alle moschee, e attualmente circa 100 luoghi di culto sono già stati occupati da queste macchine.
"Producono circa 260.000 USD all'anno", ha spiegato Mahsa Alimardani, ricercatrice presso l'Università di Oxford. "Questo denaro aiuta moltissimo in Iran, la cui economia viene strangolata dalle sanzioni internazionali."
Dispositivi per il mining nelle moschee iraniane. Fonte: Twitter
"Due di queste mining farm sono state identificate e sequestrate. Avevano un consumo di circa un megawatt", ha affermato durante un'intervista Arash Navab, che si occupa della gestione della rete energetica nella provincia di Yazd. A giugno, il mining di Bitcoin ha causato nel paese un incremento dei consumi elettrici pari al 7%.
Nonostante la propria situazione economica travagliata, l'Iran non ha ancora preso una posizione riguardo al settore delle criptovalute. Lo scorso anno la banca centrale ha ufficialmente vietato i prestiti con monete digitali, ma al tempo stesso alcuni funzionari avevano svelato il piano del paese di lanciare una criptovaluta nazionale.