Un presunto spacciatore ha perso 52 milioni di euro in Bitcoin (BTC) dopo che l'Alta Corte Irlandese ha stabilito che tali fondi erano stati ottenuti illecitamente, e che andavano pertanto confiscati.

Come recentemente riportato dal portale d'informazione Independent.ie, il tribunale ha stabilito che Clifton Collins fosse coinvolto nel traffico di droga. Collins non ha contestato la richiesta del Criminal Assets Bureau (CAB) di sequestrare i suoi asset.

Le autorità hanno avviato delle indagini su Collins quando la polizia ha scoperto un'ingente quantità di cannabis all'interno del suo veicolo ad un posto di blocco. Ciò ha portato la polizia a perquisire un edificio di sua proprietà nel villaggio di Galway, scoprendo numerose piante di cannabis.

Collins era un early investor

Si ritiene che Collins abbia investito in Bitcoin durante i primi anni della criptovaluta, generando così ingenti profitti. L'Alta Corte Irlandese ha deciso di congelare tali fondi per garantire non possano essere spostati senza l'esplicita approvazione del tribunale.

La correlazione tra criptovalute e criminalità è in gran parte dovuta alla loro natura permissionless e alla possibilità di mantenere i fondi all'interno di indirizzi non direttamente legati ad alcuna identità.

Per tale motivo, durante le proprie indagini su spacciatori e mercati online di sostanze stupefacenti, le forze dell'ordine trovano spesso anche criptovalute. Nell'ottobre del 2018, il tribunale del Wisconsin ha ordinato a Christopher Bania di rinunciare ai suoi quasi 17 Bitcoin (dal valore al tempo di 150.000$) dopo che l'uomo si era dichiarato colpevole per la distribuzione di droga.

Nell'agosto del 2019 Neil Wals, direttore dello United Nations Office on Drugs and Crime Global Cybercrime Program, ha affermato che le criptovalute hanno reso significativamente più dura la lotta al riciclaggio di denaro.