A Kiev, in Ucraina, gli inquirenti hanno scoperto un altro individuo che sfruttava i sistemi informatici del suo posto di lavoro per il mining illecito di criptovalute: la notizia è stata confermata sulla pagina ufficiale della Procura di Kiev, che ha ora concluso l'indagine preliminare sul caso.

Il miner, il cui nome non è stato rivelato, era uno specialista d'informatica che ha per lungo tempo ricoperto posizioni dirigenziali nel sistema giudiziario statale. Stando al resoconto della procura, l'uomo avrebbe installato dei malware per il mining di criptovalute all'interno delle macchine del network.

Pare inoltre che l'imputato abbia permesso a terze parti di accedere ai server dell'ufficio in cambio di denaro. Alcune delle macchine hostavano infatti "tre negozi online ed un sito web dedicato agli appassionati delle motociclette chopper."

L'uomo è stato pertanto accusato di aver illecitamente interferito con le operazioni di computer statali e di aver distribuito malware, e rischia fino a sei anni di prigione. La Procura di Kiev non ha tuttavia rivelato che tipologia di criptovaluta l'individuo stesse minando né la quantità di fondi ottenuti tramite questa attività.

Altri incidenti simili

Nell'agosto dello scorso anno, il Servizio di Sicurezza Ucraino ha arrestato gli operatori della centrale nucleare di Yuzhoukrainsk, in quanto sfruttavano l'impianto per il mining di criptovalute. Questi individui avevano infatti compromesso la sicurezza dell'intera centrale connettendo ad Internet i propri dispositivi per il mining, facendo di conseguenza trapelare in rete informazioni classificate sul sistema di protezione fisico della struttura.

Un caso simile si era verificato anche a febbraio 2018 in Russia, quando un gruppo di ingegneri appartenenti al Russian Federal Nuclear Center è stato arrestato per aver tentato di generare Bitcoin sfruttando la potenza di calcolo di uno dei più grandi supercomputer della nazione.