L'Italia è uno dei principali centri culturali d'Europa, con secoli di storia, arte e cultura. Ora si propone anche di inaugurare il Rinascimento della crypto-arte grazie ad un vivace mercato di token non fungibili (NFT).
Uno studio condotto da Research and Market, dal titolo "Italy NFT Market Intelligence and Future Growth Dynamics Databook," prevede che nei prossimi cinque anni il settore NFT in Italia registrerà un tasso di crescita annuo composto del 34,6%. Il valore speso per gli NFT potrebbe raggiungere i 3,6 miliardi di dollari entro il 2028.
Il report evidenzia che il successo degli NFT in Italia deriva in parte dalla nostra vivace scena artistica e culturale. I principali brand di moda, come Gucci e Dolce & Gabbana, sono stati fra i primi ad adottare tecnologie Web3.
Questi progetti hanno rappresentato un'innovazione non solo per l'Italia, ma per l'intero settore della moda. Nell'ultimo anno Dolce & Gabbana ha generato grazie ai suoi NFT entrate per un valore di 25,6 milioni di dollari, mentre Gucci circa 11,5 milioni. Tali aziende hanno anche guidato iniziative per portare le loro community nel metaverso, attraverso eventi digitali e dispositivi indossabili, molti dei quali incorporavano NFT.
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Ma i brand di moda non sono le uniche forze a star spingendo l'Italia sotto i riflettori del mondo degli NFT: la ricca storia culturale del paese ha visto anche alcune attività legate al Web3. Un progetto chiamato Monuverse, che mira a preservare digitalmente monumenti e importanti siti storici, ha utilizzato l'Arco della Pace di Milano come suo primo soggetto.
Nel nostro Paese vi è anche un'organizzazione, chiamata "The Crypto Renaissance," che mira ad aiutare gli artisti NFT italiani.
Non solo gli NFT, ma l'intera industria delle criptovalute è in rapida espansione in Italia. Di recente, la blockchain Algorand ha annunciato che utilizzerà la sua tecnologia per supportare banche e piattaforme assicurative in Italia. A novembre, l'exchange Gemini ha ricevuto il via libera per operare nel territorio italiano.
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Inoltre, il 29 dicembre il Senato italiano ha aggiornato la propria definizione di crypto-asset: "Una rappresentazione digitale di valore e diritti che possono essere emessi, trasferiti e memorizzati elettronicamente, tramite le tecnologie di registro distribuito o analoghe."
In precedenza, in Italia le criptovalute venivano considerate semplicemente una forma di valuta estera.