Come riportato dal notiziario locale Sankei martedì 27 febbraio, 132 investitori hanno fatto causa all'exchange giapponese Coincheck, chiedendo risarcimenti per un totale di 228 milioni di yen (circa 2 milioni di dollari).
Coincheck ha subito un attacco hacker verso la fine di gennaio, durante il quale sono stati rubati oltre 523 milioni di NEM, che equivalevano a circa 530 milioni di dollari. Da allora, l'exchange ha promesso di rimborsare tutti i suoi clienti, restituendogli circa 82 centesimi per ogni token.
Despite the company’s refund promise, ten crypto traders had already filed lawsuits against Coincheck on Feb. 15 at the Tokyo District Court over the company freezing crypto withdrawals. Coincheck began allowing yen withdrawals on Feb. 12, which settled one of the claims against the exchange.
Nonostante la promessa di rimborso della compagnia, dieci trader fecero causa all'exchange il 15 febbraio alla Tokyo District Court, poiché l'azienda aveva congelato tutti i prelievi per motivi di sicurezza. Tuttavia Coincheck cominciò a sbloccare i fondi già dal 12 febbraio, risolvendo in anticipo uno dei capi d'accusa.
At the time of the Feb. 15 lawsuit, the traders’ lawyer, Hiromu Mochizuki, told Reuters that a new lawsuit to claim damages for the hack may be forthcoming. This newest lawsuit with 132 claimants seeks payment in 13 types of currency, including yen, Sankei reports.
Ma il 15 febbraio, l'avvocato dei trader, Hiromu Mochizuki, dichiarò a Reters che sarebbe presto arrivata un'altra richiesta di risarcimento. Nella nuova causa, 132 investitori chiedono risarcimenti in 13 diverse valute, yen incluso.
Mochizuki posta spesso link alla pagina Twitter della cosiddetta "Coincheck Damaging Countermeasure Defence Team", ed anche la sua biografia di twittter lo descrive come "Secretary General of Coincheck Damage Counterparty Lawyer".
Un video di Asahi TV postato proprio su quella pagina il 27 febbraio, fa vedere Mochizuki mentre attribuisce le colpe dell'attacco alle "negligenti misure di sicurezza" adottate da Coincheck.
Sempre sulla pagina twitter del “Coincheck Damaging Countermeasure Team”, è stato dichiarato il 27 febbraio che il risarcimento richiesto è in realtà il doppio (4 milioni di dollari) di quello riferito da Sankei.
Dall'attacco di gennaio, gli enti regolatori giapponesi hanno cominciato ad ispezionare diversi exchange, incluso Coincheck, al fine di verificare i loro sistemi di sicurezza e per valutare il modo in cui gestiscono gli assets dei clienti.