L'organo giapponese di regolamentazione finanziaria pianifica di introdurre ulteriori normative per Initial Coin Offering (ICO), allo scopo di proteggere gli investitori da potenziali attività fraudolente: la notizia è stata riportata dal portale d'informazione locale Jiji Press.
Secondo alcune fonti vicine alla questione, per avviare una campagna ICO sarà necessario ottenere un'apposita licenza da parte della Financial Services Agency (FSA). A gennaio del prossimo anno, l'agenzia governativa proporrà inoltre in parlamento nuovi disegni di legge relativi a strumenti finanziari, exchange e servizi di pagamento.
Tale misure verranno adottate "a fronte di numerosi casi di ICO potenzialmente fraudolente", così da "limitare gli investimenti in ICO da parte degli individui, incrementando il loro livello di protezione".
Secondo uno studio pubblicato a luglio dalla società di consulenza Statis Group, oltre l'80% delle ICO condotte lo scorso anno si è rivelato essere soltanto una truffa. In particolare, le statistiche mostrano che nel 2017 "oltre il 70% dei fondi sono andati a progetti di qualità. Tuttavia è stato identificato che l'80% dei programmi era una mera truffa".
Lo stesso mese TechCrunch ha rilasciato un resoconto basato sui dati raccolti dalle piattaforme Coinopsy e DeadCoins, rivelando che al tempo oltre mille progetti ICO erano "già morti".
Uno speciale gruppo di studio della FSA dedicato all'industria delle monete digitali ha recentemente tenuto un incontro per discutere dell'argomento ICO. Durante l'assemblea, i token sono stati suddivisi in tre categorie: valute senza un emittente, valute con un emittente, e valute con emittenti obbligati a distribuire i profitti.