Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, ha nuovamente definito il Bitcoin 'una truffa'

Jamie Dimon, il CEO di JPMorgan, ha nuovamente criticato il Bitcoin, definendo la criptovaluta "una truffa" e affermando di "non avere alcun interesse" in essa. Tali commenti sono stati rilasciati nel fine-settimana al 25th Annual Summer Celebration Gala organizzato dall'Aspen Institute, durante il quale quale l'uomo ha tenuto un discorso sulle future prospettive economiche degli Stati Uniti.

Le sue parole sono state poi ripetute anche dalla stampa generalista e dai portali d'informazione in rete, nonché da molti celebri economisti. Tra questi è presente anche Nouriel Roubini, che a luglio di quest'anno aveva fortemente criticato la volatilità del Bitcoin.

Dimon ha inoltre affermato che i governi potrebbero decidere di vietare totalmente l'utilizzo di monete digitali, a causa della loro incapacità di controllarne i movimenti.

Il rapporto del magnate della finanza con le criptovalute è sempre stato piuttosto altalenante. A settembre dello scorso anno aveva sconvolto la comunità definendo per la prima volta il Bitcoin "una truffa". Successivamente era tuttavia tornato sui propri passi, spiegando di essersi pentito di aver rilasciato tali dichiarazioni e annunciando che non avrebbe più parlato di monete digitali.

A gennaio Dimon ha mantenuto la sua promessa, dichiarando durante un'intervista con Cointelegraph di "non poter rispondere" quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse del Bitcoin. Aveva comunque svelato di non essere totalmente scettico nei confronti di tale tecnologia.

In un'intervista più recente, pubblicata su Harvard Business Review, il CEO ha adottato un atteggiamento positivo nei confronti della tecnologia blockchain, evitando ancora una volta di rilasciare commenti sulle criptovalute. Ha semplicemente affermato che, a suo parere, tali strumenti non possono essere comparati a oro o denaro tradizionale in quanto non supportati da "legge, polizia e tribunali".

Jerry Pinto, vicepresidente di JPMorgan, aveva confermato a maggio che la banca stava effettivamente studiando il settore delle monete digitali, affermando che queste "giocheranno un ruolo" in futuro. "A mio parere la tokenizzazione dell'economia è reale. [...] Anche le criptovalute sono reali, ma non nella loro forma corrente", aveva commentato l'uomo.