Gli esperti del colosso della finanza JPMorgan credono che la tecnologia blockchain possa apportare benefici reali, ma soltanto marginali, a banche e sistemi di pagamento. A tal proposito Joyce Chang, a capo del dipartimento di ricerca della compagnia, ha affermato:
"La blockchain non rivoluzionerà i sistemi di pagamento globali, ma apporterà dei miglioramenti marginali. L'impatto più significativo si avrà fra tre o cinque anni, e perlopiù nel settore della finanza."
Chang ha poi spiegato che le applicazioni della blockchain nel mondo della finanza saranno più comuni rispetto ad altre industrie, in quanto è possibile incrementare enormemente l'efficienza grazie alla digitalizzazione. Nonostante siano state le criptovalute ad aver attirato le maggiori attenzioni del pubblico, è la tecnologia dei registri distribuiti la parte veramente importante.
La donna ha anche discusso dell'Interbank Information Network (IIN), formato da 157 banche internazionali. IIN è stato sviluppato da JPMorgan sulla propria piattaforma Quorum, basata sulla blockchain di Ethereum. Con questa iniziativa l'azienda spera di semplificare la condivisione di dati fra istituzioni bancarie, e di accelerare le transazioni.
Soprattutto le banche spagnole, come BBVA e Santander, hanno mostrato particolare interesse nell'applicazione delle tecnologie decentralizzate. A dicembre dello scorso anno, BBVA ha portato a termine un prestito di 150 milioni di dollari con Porsche Holding utilizzando esclusivamente la blockchain.
Entrambe le istituzioni si sono inoltre unite alla International Association for Trusted Blockchain Applications (IATBA) dell'Unione Europea. Nonostante i passi da gigante compiuti nell'ultimo anno, ha concluso Chang, prima che la blockchain possa essere adottata su larga scala bisognerà superare quattro grandi ostacoli: scalabilità, integrazione, efficienza e regolamentazione.