Secondo un'indagine condotta dalla banca centrale della Corea del Sud, la Bank of Korea (BOK), e riportata il 27 marzo dal quotidiano locale Yonhap, i giovani tra i 20 ei 30 anni non solo hanno familiarità con le criptovalute, ma sono anche disposti a investire su di esse, a conferma della frenesia per le valute digitali del paese.

L'indagine della BOK ha mostrato che il 21,6% dei 2.511 intervistati conosce le valute digitali.

All'interno di questo 21,6%, se consideriamo solo le fasce di età 20-30 e 30-40, la percentuale sale rispettivamente al 29,4 e al 40,3 percento. Inoltre, la percentuale di coloro che sono disposti ad investire nelle criptovalute è del 24,2% per i ventenni e del 20,1% per i trentenni.

Per quanto riguarda la popolazione più anziana, i numeri sono decisamente più contenuti. Solo il 5,7 percento dei sessantenni e il 2,2 percento dei settantenni ha dichiarato di aver sentito parlare di criptovalute, e rispettivamente il 6,8 e l'8,3 percento avrebbe effettuato investimenti.

Ad ottobre, il governatore della BOK Lee Ju-yeol ha dichiarato che nel paese le criptovalute come Bitcoin (BTC) sarebbero state considerate delle commodity, piuttosto che delle valute:

"È difficile far rientrare le criptovalute nella definizione di denaro della Bank of International Settlements (BIS).  È più appropriato considerarle delle commodity, piuttosto che valute."

Recentemente, Cointelegraph ha riportato che il 21,2% degli studenti universitari statunitensi ha utilizzato i prestiti studenteschi per finanziare i loro investimenti in criptovaluta, e che gli impiegati del settore preferiscono essere pagati in valute digitali.