Regolatore finanziario coreano: gli exchange di criptovalute non dovrebbero avere "nessun problema" con le banche

Secondo quanto riportato da Token Post, il presidente della Commissione per i Servizi Finanziari della Corea del Sud (FSC) ha affermato che gli exchange di criptovalute non dovrebbero andare incontro a problemi bancari.

Choi Jong-Ku della FSC ha chiarito che il supporto bancario verrà fornito a tutti gli exchange con adeguate misure antiriciclaggio (AML) e solidi controlli know your customer (KYC).

In precedenza, le banche coreane potevano offrire conti "virtuali" agli exchange di criptovalute, per fornire ai trader un maggiore anonimato. A gennaio, la Corea del Sud ha introdotto delle regole più rigide e, per prevenire il trading anonimo, ha stabilito che tutti i conti fossero collegati ad un "nome reale", inducendo numerose banche a terminare l'erogazione di tali servizi.

La dichiarazione è stata accolta positivamente dalla Korea Blockchain Association e dal suo presidente Chin Daeje, secondo il quale le preoccupazioni dei regolatori in materia di conformità KYC/AML sono state affrontate e "risolte".

Quest'estate, Bithumb, uno dei principali exchange del paese, ha riguadagnato il sostegno del suo partner bancario Nonghyup, dopo che quest'ultimo aveva interrotto l'erogazione di servizi in risposta ad un attacco hacker di alto profilo. L'exchange ha chiarito di aver riacquisito l'accesso alla banca rispettando una serie di requisiti, tra cui la decisione di "separare gli asset degli investitori e di non accettare interesse o depositi."

Le osservazioni di Choi arrivano in un momento cruciale per l'industria coreana, che sta attendendo l'eventuale annuncio di una decisione del governo di abrogare o meno il divieto del paese sulle Initial Coin Offerings (ICO), in vigore da settembre 2017 .