CipherTrace, società di blockchain intelligence, sostiene che ogni anno le grandi banche potrebbero processare fino a 2 miliardi di dollari di transazioni non rilevate aventi ad oggetto criptovalute.Â
In un comunicato stampa del 16 dicembre, CipherTrace afferma di aver scoperto che ciascuna delle 10 maggiori banche commerciali degli USA effettua operazioni commerciali basate su criptovalute tramite i loro servizi di pagamento.Â
Questi business che offrono servizi monetari (MSB) non registrati aventi a oggetto criptovalute includono anche persone giuridiche quali gli exchange di crypto, stando alla ricerca di CipherTrace.Â
Le banche non sono equipaggiate per identificare le crypto
Sebbene sia lo U.S. Bank Secrecy Act (BSA) e il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) impongano alle banche di identificare gli MSB utilizzando le reti proprie ai sensi di legge, CipherTrace sostiene che molte banche non dispongano di strumenti sufficienti per identificare gli exchange di crypto e altri prestatori di servizi in asset digitali (VASP) in qualità di MSB.Â
La versione modificata delle linee guida del BSA e del GAFI, che entreranno presto in vigore per le nazioni del G20, renderanno l’identificazione e la compliance più fondamentali che mai.Â
Durante una conferenza sul tema tenutasi a San Francisco questo novembre, Carole House della U.S. Treasury’s Financial Action Task Force (FinCEN) ha espresso preoccupazioni circa l’effettiva preparazione delle banche in vista delle imminenti modifiche di legge:
"Sarebbe interessante capire quanti istituti finanziari attivi in questo settore siano in grado di determinare se un altro istituto finanziario riceva transazioni aventi a oggetto criptovalute sulla base del suo numero di wallet o di altre informazioni a disposizione."
Alla luce della sfida che questo rappresenta in termini di compliance alle norme antiriciclaggio (AML), CipherTrace ha lanciato un nuovo prodotto Crypto Risk Intelligence ideato per aiutare le banche a ridurre i rischi legati alle crypto sui loro sistemi di pagamento.Â
La società sta già lavorando al monitoraggio di più di 500 attività riguardanti le crypto, tenendo traccia dei valori di rischio e di compliance in ottica AML. Il nuovo strumento permetterà alle banche di raccogliere questa sfida focalizzandosi su quattro settori:Â
- Rilevare rischi sconosciuti su VASP e sistemi di pagamento bancari come SWIFT e ACH;
- Dare accesso ai valori di rischio calcolati da CipherTrace per varie attività crypto;
- Identificare MSB e sistemi P2P non registrati che si basano su servizi bancari;
- Contrastare i rischi legati al dark web e rilevare prodotti finanziari illeciti o somme di denaro riciclate tramite le transazioni in crypto.
La normativa darà un nuovo assetto al settore
Ad aprile la FinCEN ha applicato per la prima volta un'azione coercitiva ai danni di un exchange P2P di crypto non registrato, accusato di aver violato le leggi in materia di trasferimento di denaro.Â
Questo mese il direttore della FinCEN ha osservato che il settore delle criptovalute ha cominciato a registrare un calo in linea con la normativa adottata dall’agenzia in materia di trasferimento di denaro. In particolare, è stato evidenziato l’impatto positivo che stanno conoscendo le linee guida della FinCEN pubblicate a maggio del 2019.Â
Secondo CipherTrace la nuova normativa del GAFI cambierà la modalità con cui si richiede alle attività crypto di operare imponendo loro di tenere traccia non solo delle transazioni dei propri clienti ma anche della destinazione verso cui sono indirizzati questi fondi.