Studio universitario: la maggior parte delle ICO non mantiene le promesse fatte nel whitepaper

Le Initial Coin Offerings (ICO) "non sono riuscite" a fornire protezione contro l'insider trading o ad attenersi alle promesse dei loro whitepaper, lo rivela un nuovo rapporto dell'University of Pennsylvania Law School pubblicato il 17 luglio.

La lunga analisi del fenomeno ICO, soprannominato "Coin-Operated Capitalism", comincia con una franca valutazione delle aspettative degli investitori paragonate a quanto avviene nella realtà, e si concentra sulle incongruenze rilevate nel comportamento di un numero "significativo" di progetti dai quattro professori che hanno partecipato allo studio.

Nei commenti introduttivi, viene affermato che "l'inchiesta rivela che molte ICO non sono riuscite nemmeno a promettere la protezione degli investitori dall'insider trading":

"Sorprendentemente, in una comunità conosciuta per aver sposato una credenza tecno-libertaria nel potere della 'fiducia senza fiducia' costruita con un codice accuratamente progettato, una significativa frazione di emittenti ha mantenuto il controllo centralizzato attraverso codice precedentemente non rivelato, che consente la modifica delle strutture governative delle entità."

Le ICO continuano a generare reazioni contrastanti, soprattutto a causa dei recenti scandali che hanno afflitto alcune delle vendite di token più redditizie del 2017.

Bancor, diventata famosa l'anno scorso per aver raccolto 153 milioni di dollari in sole tre ore, ha subito un attacco hacker del valore di 12 mln di dollari, suscitando diverse critiche sulle sue politiche di decentralizzazione e fair governance.

I professori della UPenn hanno utilizzato l'istituto finanziario estone Polybius come esempio di contrasto tra le promesse fatte nel whitepaper e gli effettivi progressi post-ICO.

Secondo il documento, Polybius, che durante la sua ICO ha raccolto 31 mln di dollari, ha incluso nel suo whitepaper "diversi riferimenti a ad alcune funzioni integrate direttamente nei token o in altri smart contract":

"Al di là della conformità allo standard ERC-20 e alla presenza di una funzione di modifica, non abbiamo riscontrato la presenza di nessuna delle altre funzioni, soprattutto perché la governance codificata di Polybius esiste a livello del bytecode (il linguaggio macchina di Ethereum). Non potendo spendere una grande somma di denaro per acquistare il tempo e il know-how di un reverse engineer molto motivato e di talento, un investitore si sarebbe limitato a fare affidamento su promesse vernacolari."

Nel frattempo, le figure dell'industria delle criptovalute hanno continuato a difendere le ICO come un modello di raccolta fondi legittimo, capace di superare anche i benefici dei mezzi più tradizionali.

A maggio, l'amministratore delegato di Binance Changpeng Zhao ha dichiarato che "raccogliere fondi tramite ICO è circa 100 volte più facile che con i tradizionali VC, se non di più".